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Allarme Dipendenza!
Adolescenti sempre connessi sul web e genitori inconsapevoli







Internet, per molti adulti, è sempre stato uno spazio utile per poter crescere, per instaurare relazioni ed anche per avere delle opportunità professionali grazie al fatto che si trovano tantissime informazioni di diversa natura in tempi molto brevi.
Infondo Blog CATTOLICI è online dal 2007 proprio perché, per primi noi, abbiamo sempre creduto nelle potenzialità del web e quindi nella possibilità di poter comunicare ed evangelizzare, con il desiderio di annunciare il Signore Gesù come Via, Verità e Vita e quindi, diffondere la Fede cristiana anche nei posti più lontani e difficili da raggiungere. «Se rimanete nella mia parola, siete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi» (Gv 8,31).

Purtroppo negli ultimi anni anni abbiamo anche assistito ad un peggioramento della società soprattutto in termini di valori che ha coinvolto maggiormente i più deboli ed indifesi.
A tal proposito, tra questi ultimi possiamo prendere in considerazione gli adolescenti, i bambini e dire che se da un lato la rete può comunque creare e potenziare una serie di possibilità (alfabetizzazione, musica, creatività, socializzazione, aiuti nell'istruzione...), dall'altro genera tanti rischi che troppo spesso sono latenti.
Ad esempio grazie ad una ricerca della Società italiana di pediatria è emerso che il 70% di adolescenti e preadolescenti utilizza quotidianamente i dispositivi elettronici per oltre 6 o 7 ore al giorno, quando quelle consigliate sono due o tre con notevoli conseguenze sia sulla psiche (con ansia, depressione e atteggiamenti aggressivi), che sul fisico (con obesità, cefalee, dolori addominali e ipertensione).

Per questo motivo si è deciso di scrivere questo articolo con lo scopo di fare una panoramica sui pericoli della rete e quindi, fornire soluzioni e suggerimenti per i genitori attraverso una maggiore informazione, finalizzata ad adottare quelle misure necessarie per un uso responsabile e rispettoso dei nuovi media, soprattutto Internet e i Social network .



Nel messaggio per la XLVIII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, proprio il Santo Padre Francesco, oltre a spiegare gli aspetti positivi:

"I media possono aiutare a farci sentire più prossimi gli uni agli altri... in particolare internet può offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti, e questa è una cosa buona, è un dono di Dio... anche grazie alla rete il messaggio cristiano può viaggiare «fino ai confini della terra» (At 1,8)"

indicava anche l'esistenza di aspetti problematici:

"La velocità dell'informazione supera la nostra capacità di riflessione e giudizio e non permette un'espressione di sé misurata e corretta. La varietà delle opinioni espresse può essere percepita come ricchezza, ma è anche possibile chiudersi in una sfera di informazioni che corrispondono solo alle nostre attese e alle nostre idee, o anche a determinati interessi politici ed economici. L'ambiente comunicativo può aiutarci a crescere o, al contrario, a disorientarci. Il desiderio di connessione digitale può finire per isolarci dal nostro prossimo, da chi ci sta più vicino. Senza dimenticare che chi, per diversi motivi, non ha accesso ai media sociali, rischia di essere escluso. ... Non basta passare lungo le 'strade' digitali, cioè semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall'incontro vero. Non possiamo vivere da soli, rinchiusi in noi stessi. Abbiamo bisogno di amare ed essere amati. Abbiamo bisogno di tenerezza."












SAFER INTERNET DAY 2016: SOS Il Telefono Azzurro Onlus presenta l'indagine "Tempo del web. Adolescenti e genitori online"









Adolescenti perennemente connessi comunicano tramite chat con i genitori, che, spesso, non sono consapevoli dei rischi corsi dai propri figli in rete.
È la fotografia delle famiglie italiane che emerge dall'indagine “Tempo del web. Adolescenti e genitori online”, realizzata da SOS Il Telefono Azzurro Onlus in collaborazione con Doxakids, in occasione del Safer Internet Day (SID) 2016, ricorrenza internazionale promossa dall'Unione Europea e dedicata alla sicurezza dei minori in rete.

La ricerca, che si basa sulle risposte di 600 ragazzi dai 12 ai 18 anni e 600 genitori dai 25 ai 64 anni, è stata presentata a Milano, in occasione del dibattito “Modelli di business tramite la rete e tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti”, con protagonisti stakeholder di riconosciuto rilievo del panorama nazionale e internazionale del mondo istituzionale, accademico ed aziendale.



- Dipendenza.
Il 17% dei ragazzi intervistati dichiara di non riuscire a staccarsi da smartphone e social, 1 su 4 (25%) è sempre online, quasi 1 su 2 (45%) si connette più volte al giorno, 1 su 5 (21%) è afflitto da vamping: si sveglia durante la notte per controllare i messaggi arrivati sul proprio cellulare. Quasi 4 su 5 (78%) chattano continuamente su WhatsApp.



- Troppo presto.
Uno degli allarmi lanciati dalla ricerca è quello dell'età in cui gli adolescenti italiani accedono alla rete. Uno su 2 (48%) dichiara di essersi iscritto a Facebook prima dei 13 anni, età minima consentita per poterlo fare, mentre il 71% riceve in dote uno smartphone mediamente a 11 anni. Prima delle chiavi di casa che arrivano a 12.



- Genitori.
Se i ragazzi palesano una dipendenza evidente, non sono da meno mamme e papà. Quattro intervistati su 5 dichiarano di usare i social per comunicare quotidianamente con i propri figli - 68% WhatsApp, 18% altre chat – 1 su 4 (22%) di soffrire di vamping.

“Le nuove tecnologie e Internet oggi permeano la vita dei ragazzi e delle famiglie influenzando non solo i processi di costruzione d’identità e socializzazione, ma incidendo anche su riti e gesti della quotidianità e sui contenuti delle conversazioni familiari – dichiara il Professore Ernesto Caffo, fondatore e Presidente di SOS Il Telefono Azzurro Onlus – La rete sta cambiando gli stili educativi e presenta una serie di rischi per i più giovani che vanno dalla pornografia al cyberbullismo, dall'utilizzo dei dati forniti per fini commerciali all’adescamento online”.



- Sessualità.
Quattro ragazzi intervistati su 5 (73%) dichiarano di frequentare costantemente siti pornografici e il 28% di loro teme di diventarne dipendente, mentre 1 su 10 (11%) conosce qualcuno che ha fatto sexting: invio di messaggi sessualmente espliciti o immagini inerenti al sesso.



- Cyberbullismo.
Tra le esperienze peggiori vissute dai ragazzi in rete quella di essere deriso da amici o conoscenti. Più di 1 su 10 (12%) dichiara di essere stato vittima di cyberbullismo, il 32% ha paura di subirlo, mentre il 30% teme il contrario: postare qualcosa che offenda qualcuno senza accorgersene.



- Acquisti online.
Altro dato sorpendente della ricerca riguarda l'uso del denaro che gli adolescenti fanno sulla rete. Un intervistato su 10 confessa di aver proceduto a un acquisto senza accorgersene, ma quello che salta all'occhio è che più di 2 su 3 (38%) compra regolarmente con carta dei genitori (63%) o con propria (22%).

Una serie di allarmi lanciati dagli adolescenti italiani a cui spesso i genitori non sono in grado da soli di dare risposta: il 71% degli intervistati dichiara di non aver mai sentito parlare di sexting, il 12% di non saper cos'è il cyberbullsimo.

Per questo motivo SOS Il Telefono Azzurro Onlus ha deciso di fare proprio lo slogan del Safer Internet Day 2016 “Play your part for a better internet” chiedendo a ogni attore in campo di fare la propria parte per rendere Internet un posto più sicuro per i ragazzi.



- Per le aziende, in particolare quelle operanti nel settore tecnologico, è stata formulata la Carta di Milano, attraverso la quale si richiede di contribuire alla ricerca e all'individuazione del giusto equilibrio tra libertà di impresa e diritti di tutti i cittadini, in primis minorenni.



Fonte:
SOS il Telefono Azzurro Onlus







Il tempo del web.

Adolescenti e

genitori online










Chi sono i nativi digitali?





Gli adolescenti che vivono in case e ancor più in camere ad alto contenuto tecnologico, abituati ad usare le nuove tecnologie fin da bambini per giocare, comunicare, tenersi aggiornati, imparare e fare acquisti sono definiti nativi digitali.

Da quando Internet e la possibilità di essere sempre connessi offerta dagli smartphone sono diventati elemento di vita quotidiano di bambini e adolescenti, infatti, hanno modificato radicalmente il modo di concepire le comunicazioni, le interazioni e le relazioni, soprattutto per quella fascia della popolazione, i giovani, che sta crescendo con queste possibilità non come novità ma come condizione di vita.

"Always on": la quasi totalità del campione (89,7%) possiede uno smartphone con accesso ad internet.

Ascoltano musica o radio (61%), guardano video (60,2%), fanno ricerche per la scuola o i compiti (58,3%), curiosano nel web (57,3%) fanno acquisti (22%). Questa la fotografia che emerge dall'indagine di Telefono Azzurro e Doxa (2014), realizzata con più di 1500 ragazzi di tutta Italia (48% ragazze, 52% ragazzi) tra gli 11 ed i 18 anni.

Fruitori attivi della rete, dimostrano di conoscerla e di saperla utilizzare con dimestichezza. Ciò che è prioritario, però, è il rimanere incantato: internet nella vita dei ragazzi è soprattutto social media.

L'89,8% utilizza WhatsApp (un applicazione di messaggistica su smartphone) per rimanere connesso con gli amici: più di 1 su 2 manga più di 50 messaggi al giorno.

Il social media più diffuso rimane comunque Facebook, utilizzato dall'82,3% degli intervistati. Il 73,6% dei ragazzi vi accede direttamente dal cellulare, ed il 22,2% è costantemente connesso.

Stanno sui social però non solo per allargare la propria cerchia amicale (30,8%), per mostrare di averla (35,8%) o sapere cosa fanno gli altri curiosando nelle loro vite (30,1%). "Ragazzi social" per essere visti e riconosciuti: perchè desiderano condividere informazioni e immagini (59,2%), esprimere il loro parere (38,3%), mostrare le parti migliori di sè (37,8%, 42,2% dei ragazzi), i loro interessi (52,2%), dove vanno e cosa fanno (53%).

Ma cosa succederebbe se non potessero connettersi? Più della metà degli adolescenti avrebbe paura di non venire a sapere le cose (33,8%) o di perdersi le news del mondo (25,4%).



Fonte:
Telefono Azzurro








"Le nuove tecnologie permettono alle persone di incontrarsi oltre i confini dello spazio e delle stesse culture, inaugurando così un intero nuovo mondo di potenziali amicizie. Questa è una grande opportunità, ma comporta anche una maggiore attenzione e una presa di coscienza rispetto ai possibili rischi. Chi è il mio “prossimo” in questo nuovo mondo? Esiste il pericolo di essere meno presenti verso chi incontriamo nella nostra vita quotidiana ordinaria? Esiste il rischio di essere più distratti, perché la nostra attenzione è frammentata e assorta in un mondo “differente” rispetto a quello in cui viviamo? Abbiamo tempo di riflettere criticamente sulle nostre scelte e di alimentare rapporti umani che siano veramente profondi e duraturi? E’ importante ricordare sempre che il contatto virtuale non può e non deve sostituire il contatto umano diretto con le persone a tutti i livelli della nostra vita."

Papa Bendetto XVI









CONSIGLI PER I GENITORI





Il modo migliore per aiutare i figli a navigare in Rete in modo sicuro è rappresentato dall'adozione di regole chiare e condivise. Adottando semplici precauzioni è possibile esplorare la Rete in tutta tranquillità!




1. Fate voi stessi esperienza diretta di navigazione in Internet: non è possibile adottare mezzi di difesa e di controllo se non si possiede almeno una minima cultura informatica.

2. Chiedete ai vostri figli di essere informati rispetto alle loro attività online.

3. Condividete con loro le raccomandazioni per un uso sicuro di Internet. Scrivete insieme a loro una “carta delle regole di comportamento” ed appendetela accanto al computer.

4. Soprattutto in caso di bambini più piccoli, usate dei software di protezione per monitorare l’uso che viene fatto di Internet. Inoltre, controllate periodicamente il contenuto dell’hard disk, verificando la “cronologia” dei siti web visitati.

5. Assicuratevi che i vostri figli sappiano che le persone che incontrano online non sono sempre quelle che dicono di essere.

6. Parlate apertamente e onestamente del rischio di imbattersi durante le attività online in potenziali malintenzionati: superate il vostro imbarazzo perché, così facendo, potete dimostrare loro che non debbono vergognarsi a chiedervi informazioni su tale argomento e a confidarvi eventuali "brutti incontri".

7. Insegnate ai vostri ragazzi a bloccare chi li infastidisce durante le attività online.

8. Insegnate ai vostri figli a non fornire dati personali (nome, cognome, età, indirizzo, numero di telefono, nome e orari della scuola, nome degli amici, ma anche indirizzo e-mail, proprie foto) che possono renderli facilmente individuabili e raggiungibili.

9. Mostrate ai vostri figli di essere sempre disponibili ad ascoltarli e fate capire loro che non è mai troppo tardi per riferire se qualcuno o qualcosa, durante la navigazione, li ha turbati, o li ha messi a disagio, senza il timore di essere giudicati o puniti, perché solo così potranno evitare di imbattersi in pericoli ancora maggiori.

10.Informate i vostri figli su come segnalare illeciti e comportamenti scorretti:

Il 114 è il numero di emergenza al quale rivolgersi tutte le volte che un bambino è in pericolo; è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, è gratuito ed è raggiungibile sia dal telefono di casa che dal telefono mobile.

114 - Emergenza Infanzia!

Siti Web dai contenuti illeciti o contatti con persone sospette devono essere segnalati alla Polizia Postale e delle Comunicazioni all'indirizzo:

Commissariato di P.S. online

La Polizia Postale e delle Comunicazioni ha partecipato alla stesura del Codice di autoregolamentazione "Internet e Minori", in collaborazione con il Ministero delle Comunicazioni, dell’Innovazione e le Tecnologie e le Associazioni degli Internet Service Providers.
Il Codice nasce per aiutare adulti, minori e famiglie nell'uso corretto e consapevole di Internet, fornendo consigli e suggerimenti.





Fonte:
Telefono Azzurro e 114 - Emergenza Infanzia














Altri suggerimenti per i genitori:





- Tablet, cellulare e televisione, mai prima dei due anni

Il primo problema è che oggi i piccoli iniziano a tenere in mano un dispositivo digitale troppo presto: spesso smartphone e tablet finiscono in mano a bambini che ancora non sanno parlare.

I genitori pensano che sia un modo divertente per intrattenerli. Invece i piccoli a quest'età hanno bisogno di osservare il più possibile il mondo reale e di interagire con le persone che si prendono cura di loro.

"Prima dei due anni i bambini non dovrebbero essere esposti ai mezzi elettronici, perché in questa fase il cervello del bambino si sviluppa rapidamente e i bambini imparano dall'interazione con le persone, non dagli schermi" avvertono gli esperti.



- I genitori non devono usare il tablet per calmare il bambino

La maggior parte dei genitori dà poche regole rispetto all'uso dei mezzi digitali da parte dei bambini e degli adolescenti. Due terzi dei genitori intervistati dallo studio della Kaiser Family Foundation hanno ammesso di non dare regole su quanto tempo i ragazzi possono passare davanti a uno schermo.

I genitori sono grati a questi dispositivi per il modo in cui calmano i loro bambini, ma sono ignari del danno potenziale che possono subire dal passare così tante ore in un mondo virtuale.

"Mettiamo i bambini davanti agli schermi per tutto il giorno, pensando di dargli una distrazione, anziché insegnargli come tranquillizzarsi e calmarsi. I piccoli hanno bisogno di fantasticare, di gestire le loro ansie, di affrontare le loro paure e condividerle con i genitori affinché possano rassicurarli. La tecnologia è un surrogato scadente delle interazioni personali" dice Catherine Steiner-Adair, psicologa e autrice del best seller "The Big Disconnect: Protecting Childhood and Family Relationships in the Digital Age".



- I dispositivi digitali hanno diversi effetti negativi sullo sviluppo

L'uso continuo dei mezzi elettronici può avere effetti negativi sul bambini sia per la loro salute, sia nel rendimento scolastico.



- I videogiochi violenti sviluppano comportamenti violenti

"Uno dei rischi maggiori è per i bambini che si dedicano ai videogiochi violenti: passare troppo tempo a giocare ad ammazzare e sparare a persone virtuali può rendere immune dalla violenza. Così si sviluppano comportamenti aggressivi e pericolosi per sé e per gli altri e non si favoriscono invece i processi di empatia" dice Dimitri A. Christakis del Research Institute Children di Seattle (Usa).



- I dispositivi digitali tolgono tempo allo studio

I bambini che passano tutto il tempo con videogiochi o a messaggiarsi sul cellulare, tolgono spazio ai compiti, alla lettura e allo studio. Attività fondamentali per il loro successo scolastico.



- Troppe ore seduti davanti a uno schermo fanno male alla salute

Inoltre, i bambini che stanno seduti ore davanti a uno schermo rischiano problemi di salute legati all'eccessiva sedentarietà. Il rischio numero uno è sviluppare problemi di peso.

Altre conseguenze fisiche sono: dolore alle dita, ai polsi, alla schiena e al collo, disturbi dovuti dalla posizione in cui si tengono telefono, tablet e pc; inoltre possono venire anche disturbi agli occhi: si riducono i vasi sanguigni, le cui conseguenze a lungo termine sono ancora sconosciute.



- Meno schermi e più amicizie reali per sviluppare l'intelligenza emotiva

"I bambini devono sapere che la vita è interessante anche senza schermi. E' bello essere curiosi, conoscere altre persone, imparare ad ascoltare. Solo così i bambini sviluppano l'intelligenza emotiva, che è fondamentale per il successo" dice la dottoressa Steiner-Adair.



- L'eccesso di dispositivi digitali fa perdere la capacità di concentrazione

I bambini che sono forti consumatori di elettronica possono perdere la capacità di concentrarsi su ciò che è più importante, una caratteristica fondamentale per il pensiero profondo e il "problem solving", necessaria per molti posti di lavoro e altri impegni che dovranno affrontare da adulti.



- I dispositivi digitali possono causare privazione del sonno

Uno studio del FK Medical Center (Usa) ha stimato che i teenager mandano una media di 34 messaggi a notte, dopo essere andati a letto.
Questo significa che i dispositivi digitali possono anche essere causa anche di privazione del sonno, tanto dannosa per i ragazzi.



- Comunicare via messaggi crea solitudine e depressione

Secondo uno studio condotto da Amanda Lenhart del "Pew Research Center", metà dei bambini tra i 12 e i 17 anni mandano e ricevono 60 o più messaggi al giorno.
Comunicare più attraverso mezzi elettronici che faccia a faccia con i compagni, può portare a senso di solitudine e depressione.



Fonte:
NostroFiglio.it







CONSIGLI PER I RAGAZZI





Ecco di seguito alcuni semplici consigli rivolti direttamente ai ragazzi che utilizzano Internet:



1. Non fidarti di chi vuole sapere troppe cose, non dare nessuna informazione su di te, sulla tua famiglia o sui tuoi amici ed evita di inviare foto personali a persone che non conosci. In Rete è facile perdere il controllo delle informazioni e non si può mai sapere chi entrerà in loro possesso e per quanto tempo circoleranno!

2. Ricordati sempre che è facile mentire quando si è online: alcune persone possono fingersi tuoi coetanei, quando in realtà non lo sono, o mascherare le reali intenzioni per cui sono entrate in contatto con te. Mostrati accorto e ragiona in maniera critica quando ti confronti con qualcuno sulla Rete.

3. Incontrare qualcuno che si è conosciuto solo tramite la Rete non è una buona idea, anche se questa persona ti ha inviato foto o se tu l’hai vista tramite una webcam: le immagini potrebbero essere contraffatte!

4. Non condividere mai la tua password, neanche con i tuoi amici: è un dato riservato che appartiene solo a te!

5. Non credere che tutto ciò che è su Internet sia vero: in caso di dubbi o incertezze fai domande ai tuoi genitori e insegnanti.

6. Non entrare mai in siti “a pagamento” che richiedono il numero di una carta di credito o anche solo il tuo nome e indirizzo e-mail. Se capiti in un sito dove è scritto “acceso vietato ai minori” rispetta l’indicazione; non è “da grande” fingersi grande!

7. Non inviare messaggi volgari, non essere offensivo, sii educato come lo saresti al di fuori del mondo virtuale. Le regole del buon comportamento non cambiano soltanto perché sei online!

8. Se qualcuno ti mette a disagio, ti disturba, ti dice cose che ti imbarazzano e/o ti spaventano, ti propone azioni che ritieni inadeguate o che i tuoi genitori ti hanno detto di non compiere, o che per te non è bene compiere, bloccalo immediatamente interrompendo i contatti. Non sei tenuto a continuare la conversazione se non ti senti a tuo agio.

9. Condividi: se ricevi o vedi qualcosa che ti mette a disagio, parlane con i tuoi genitori o con i tuoi insegnanti!

10. Rivolgiti a Telefono Azzurro: Il 114 è il numero di emergenza al quale rivolgersi tutte le volte che un bambino è in pericolo; è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, è gratuito ed è raggiungibile sia dal telefono di casa che dal telefono mobile.

114 - Emergenza Infanzia!



Fonte:
Telefono Azzurro e 114 - Emergenza Infanzia







Codice di

autoregolamentazione

"Internet e minori"









"Non accontentatevi della mediocrità, di “vivacchiare” stando comodi e seduti; non fidatevi di chi vi distrae dalla vera ricchezza, che siete voi, dicendovi che la vita è bella solo se si hanno molte cose; diffidate di chi vuol farvi credere che valete quando vi mascherate da forti, come gli eroi dei film, o quando portate abiti all’ultima moda. La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è una “app” che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore. La libertà è un’altra cosa"

Papa Francesco








I mille volti della dipendenza da internet e social network: dal cyberbullismo all'isolamento





Il professor Federico Tonioni, responsabile del primo ambulatorio che si occupa patologie legate al web e ai social: "In rete gli istinti sono esacerbati e l'aggressività aumenta"



Basta prendere la metropolitana, salire su un autobus o frequentare un locale affollato, per rendersi conto di quanto il nostro sguardo si sia abbassato. Letteralmente. Siamo rapiti dai nostri smartphone. Sempre connessi, sempre impegnati, al punto di perdere il contatto con la realtà.

E nel libero e ricco mondo di internet confluisce un’enorme mole di dati: ognuno sul web è in grado di trovare ciò che ama, odia, ciò che può innescare un meccanismo di dipendenza. Accade con la pornografia, col gioco d’azzardo e con i social network.



Eppure, professor Federico Tonioni, docente dell’Università Cattolica di Roma e responsabile del primo ambulatorio che si occupa di dipendenza da internet e social network al policlinico Gemelli, autore del libro "Cyberbullismo, come aiutare le vittime ed i persecutori" (Mondadori), non basta solo isolare queste categorie?

Nel nostro centro abbiamo deciso di non dividere le dipendenze in categorie o in relazione a quante cose si possano fare su internet. Partendo dalla clinica dei nostri pazienti abbiamo notato che ci sono quadri diagnostici completamente diversi tra giovani ed adulti.



Quindi è l’anagrafe che fa la differenza?

Beh sì. La separazione è netta tra i nativi digitali, ovvero gli adolescenti che non hanno mai conosciuto un prima del computer, e gli adulti. In questi ultimi sono chiari i segnali della dipendenza patologica che si divide tra il gioco online e i siti pornografici. Infatti, con i pazienti che affrontano queste problematiche, lavoriamo sulla riduzione delle ore di connessione e su ciò che una dipendenza nasconde: un’angoscia molto più profonda che con la graduale riduzione di internet, comincia ad emergere.



E nei giovani?

Nei giovani e negli adolescenti le cose cambiano. L’uso disfunzionale di internet si configura come un nuovo modo di pensare e comunicare. Del resto, i ragazzi si relazionano con un mondo diverso rispetto ai non nativi digitali ed hanno una percezione particolare dello spazio e del tempo.



Questo cosa produce?

Determina i sintomi. Infatti, negli adolescenti, il segnale principale non è il numero di ore passato davanti al computer, ma il ritiro sociale che spesso porta alla decisione di abbandonare la scuola. Nelle nuove generazioni si avverte chiaramente un diverso modo di vivere, o non vivere, le emozioni.



Internet può essere un carnefice spietato. Basta aprire le pagine di cronaca di un quotidiano per leggere di “branchi” che deridono e perseguitano un ragazzo omosessuale, una ragazza sovrappeso o chiunque venga percepito come “diverso”. Ci sono vittime che non riuscendo a reagire scelgono il suicidio, come può un giovane arrivare ad un gesto così estremo?

Il web è uno strumento e come tale amplifica tutto: il fenomeno del bullismo diventa cyber aggravando le conseguenze, perché le relazioni virtuali sono molto diverse da quelle reali.



Cioè?

Le faccio un esempio: due ragazzi parlano tra loro su Skype, sono disinibiti, eppure, pur parlando di argomenti sensibili per entrambi, non riescono ad arrossire. Tutta la comunicazione non verbale che si esprime col corpo è filtrata, si annulla l’emozione che, nelle relazioni reali, passa sempre attraverso il corpo mandando un segnale (che sia il rossore del volto, una smorfia). Nell'online manca la relazione completa che invece si realizza nell'offline quando c’è il contatto fisico tra le persone.



Che conseguenze ha questo divario tra online ed offline?

Sul web gli istinti sono più esacerbati, l’aggressività aumenta. Il fenomeno del bullismo diventa cyber ed ha conseguenze più gravi. Questo perché gli adolescenti danno un enorme valore alla visibilità e all’esperienza della vergogna che per i più giovani è un vero e proprio crollo che fa venir fuori una personalità in grado di reggere un’aggressione oppure no. Il cyberbullismo, a differenza del bullismo reale, non mira solo ad aggredire o insultare l’altro, ma si configura come un atto persecutorio dato dalla percezione di non avere vie di fuga. E, proprio questa sensazione, è una delle caratteristiche del web e dei social network.



Un po' come accade per lo stalking?

La dinamica è la stessa, cambiano i protagonisti. Il cyberbullismo riguarda i giovani e per far in modo che si realizzi la persecuzione sul web, il bullo ha bisogno di spettatori. Se, infatti, vent’anni fa si poteva cambiare classe, scuola, per non essere più presi in giro e derisi, ora la sensazione che i giovani hanno è quella di non avere via di scampo: di essere in un acquario dove tutti posso vederli (e, soprattutto, riconoscerli) e dove le brutte figure sono amplificate proprio perché tutti posso guardarti. Spesso sono proprio gli sguardi degli spettatori ad alimentare l’aggressività del bullo.



Come arrivano i ragazzi nel vostro centro?

I ragazzi che arrivano da noi sono quelli che hanno la fortuna di avere dei genitori che li ascoltano. Una vittima è tale ancor prima di incontrare il primo bullo. Infatti, il primo vero bullo è il genitore assente. Spesso con la famiglie si creano delle sintonie affettive non sane che portano il bambino e poi l’adolescente, a non confidarsi con i genitori, a non percepire quello spazio di confidenza. Accade che i figli si vergognino prima di tutto dei genitori.



Ma i genitori che si accorgono dei problemi di un figlio dipendente da internet sono gli stessi che da bambino lo mettevano davanti alla televisione o ad uno schermo interattivo?

Beh sì. Uno schermo digitale che sia quello della televisione, di un tablet o di un telefonino è la miglior “baby sitter” che possa esistere. Anche a livello economico. Ce li abbiamo messi noi genitori davanti al virtuale e ci ha fatto molto comodo.



Quindi la possibilità di sviluppare una dipendenza è in potenza in tutti i ragazzi?

Sì, è in tutti i ragazzi. Ma è comunque un bel salto e determinato da relazione affettive che non funzionano. Infatti, la maggior parte dei nostri pazienti hanno manifesti problemi affettivi in famiglia: genitori separati, estrema rigidità ecc... Il tentativo di un adolescente che sta tante ore davanti al pc, è sempre quello di stare meglio, non certo di stare peggio. E le responsabilità sono prima di tutto dell’ambiente che hanno intorno. Perché internet, di per se, non è uno strumento che dà dipendenza.



Quando è nata l'idea di un centro che si occupasse di dipendenza da internet?

L’idea è nata nel 2009 e da allora abbiamo visto quasi mille pazienti, l’80% adolescenti. È stata la prima struttura aperta in un ospedale pubblico, quindi basta pagare il ticket. Ci sono anche dei gruppi di sostegno per i genitori, proprio perché il problema arriva spesso dall’ambiente in cui il ragazzo vive.



C’è qualcosa che l'ha colpita dei ragazzi che arrivano da voi?

Sì, una cosa che più mi ha colpito dei primi colloqui con questi ragazzi, è che non ti guardano negli occhi. Hanno bisogno di uno schermo che non li faccia arrossire.



Fonte:
Carola Parisi - Il Giornale




Interviste fatte al Prof. Federico Tonioni, Responsabile del Centro per il Cyberbullismo del Policlinico Agostino Gemelli di Roma:

Cyberbullismo - Gli adolescenti e i social network - Come aiutare le vittime ma anche i bulli

La dipendenza da Internet: che cos'è, chi colpisce, come si cura - Prima Parte

La dipendenza da Internet: che cos'è, chi colpisce, come si cura - Seconda Parte












APPROFONDIMENTI:

Navigazione sicura e consapevole dei minori su internet

DA SAPERE - Commissariato di P.S. online

Approfondimenti (Phishing, Hacking, Spamming, Social network)

Guida alla navigazione sicura per i genitori

Il 114 è il numero di emergenza al quale rivolgersi tutte le volte che un bambino è in pericolo;
è attivo 24 ore su 24, sette giorni su sette, è gratuito!


Telefono Azzurro promuove un rispetto totale dei diritti dei bambini e degli adolescenti

Google - Centro per la sicurezza online

Società Italiana di Pediatria

Consigli per tutelare la sicurezza online delle Famiglie

FACEBOOK E TWITTER, come navigare in sicurezza

La sicurezza online delle famiglie - Informazioni e consigli utili per una navigazione sicura

GUIDA per genitori: EDUCAZIONE E NUOVI MEDIA - AGeSC

Nasce al Policlinico A. Gemelli un centro multidisciplinare per aiutare bambini e adolescenti preda della rete

SuperAbile INAIL - Salute e Ricerca

Relazione INAIL - Tecnostress lavoro-correlato: "La nuova frontiera della malattia professionale"














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"[...] Non abbiate paura!
APRITE, anzi, SPALANCATE le PORTE A CRISTO!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura!
Cristo sa "cosa è dentro l’uomo". Solo lui lo sa!
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro,
nel profondo del suo animo, del suo cuore.
Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra.
È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.
Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. [...]"


Papa Giovanni Paolo II
(estratto dell'omelia pronunciata domenica 22 ottobre 1978)



 
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