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Domande di Catechismo







Dal Catechismo Maggiore di San Pio X




PARTE PRIMA



IL CREDO


Il Credo in generale


1. Quanti articoli vi sono nel Credo?

Nel Credo vi sono dodici articoli.


2. Recitateli.

1º Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra.

2º E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore.

3º Il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine.

4º Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto.

5º Discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte.

6º Salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente.

7º Di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

8º Credo nello Spirito Santo.

9º La santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi.

10º La remissione dei peccati.

11º La risurrezione della carne.

12º La vita eterna. Amen.




Il primo articolo

Dio Padre e la creazione


3. Che cosa ci insegna il primo articolo: Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra?

Il primo articolo del Credo ci insegna che vi è un Dio solo, che è onnipotente, e ha creato il cielo, la terra e tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, cioè l'universo mondo.


4. Perché si dice che Dio è Padre?

Si dice che Dio è Padre, 1º perché è Padre per natura della seconda Persona della Santissima Trinità, cioè del Figlio da lui generato: 2º perché Dio è Padre di tutti gli uomini, che Egli ha creato, conserva e governa: 3º perché finalmente è Padre per grazia di tutti i buoni cristiani, i quali perciò si chiamano figli di Dio adottivi.


5. Perché il Padre è la prima Persona della Santissima Trinità?

Il Padre è la prima Persona della Santissima Trinità, perché non procede da altra Persona, ma è il principio delle altre due Persone, cioè del Figlio e dello Spirito Santo.


6. Che cosa vuol dire la parola onnipotente?

La parola onnipotente vuol dire che Dio può fare tutto quello che vuole.


7. Che cosa vuol dire: creatore del cielo e della terra?

Creare vuol dire fare dal niente; perciò Dio si dice creatore del cielo e della terra perché ha fatto dal niente il cielo e la terra e tutte le cose che nel cielo e nella terra si contengono, cioè l'universo mondo.


8. Il mondo è stato creato solamente dal Padre?

Il mondo è stato creato ugualmente da tutte e tre le Persone divine, perché tutto ciò che fa una Persona riguardo alle creature, lo fanno con uno stesso atto anche le altre.


9. Perché la creazione si attribuisce particolarmente al Padre?

La creazione si attribuisce particolarmente al Padre, perché la creazione è effetto della divina onnipotenza, la quale si attribuisce specialmente al Padre, come si attribuisce la sapienza al Figlio, e la bontà allo Spirito Santo, benché tutte e tre le Persone abbiano la stessa onnipotenza, sapienza e bontà.


10. Dio ha cura del mondo e di tutte le cose che ha creato?

Sì, Dio ha cura del mondo e di tutte le cose che ha creato, le conserva e le governa con la sua infinita bontà e sapienza, e nulla succede quaggiù senza che Dio lo voglia o lo permetta.


11. Perché dite che nulla succede senza che Dio lo voglia o lo permetta?

Si dice che nulla succede quaggiù senza che Dio lo voglia o lo permetta, perché vi sono delle cose che Dio vuole e comanda, altre poi che Egli non impedisce, come il peccato.


12. Perché Dio non impedisce il peccato?

Dio non impedisce il peccato, perché anche dall'abuso che l'uomo fa della libertà che gli ha concesso, sa cavare un bene e far sempre più risplendere la sua misericordia, o la sua giustizia.


Gli Angeli


13. Quali sono le creature più nobili che Dio ha creato?

Le creature più nobili create da Dio sono gli Angeli.


14. Chi sono gli Angeli?

Gli Angeli sono creature intelligenti e puramente spirituali.


15. Per quale fine Dio ha creato gli Angeli?

Dio ha creato gli Angeli per essere da essi onorato e servito e per renderli eternamente felici.


16. Quale forma e figura hanno gli Angeli?

Gli Angeli non hanno né forma, né alcuna figura sensibile, perché sono puri spiriti, creati da Dio per sussistere senza dover essere uniti ad alcun corpo.


17. Perché dunque gli Angeli si rappresentano sotto forme sensibili?

Gli Angeli si rappresentano sotto forme sensibili: 1º per aiuto della nostra immaginazione; 2º perché sono così apparsi molte volte agli uomini, come leggiamo nella Sacra Scrittura.


18. Gli Angeli furono tutti fedeli a Dio?

No, gli Angeli non furono tutti fedeli a Dio, ma molti di essi per superbia pretesero essere uguali a Lui e da Lui indipendenti; e per questo peccato, furono esclusi per sempre dal paradiso e condannati all'inferno.


19. Come si chiamano gli Angeli esclusi per sempre dal paradiso e condannati all'inferno?

Gli Angeli esclusi per sempre dal paradiso e condannati all'inferno si chiamano demoni, e il loro capo si chiama Lucifero o Satana.


20. I demoni possono farci alcun male?

Sì, i demoni possono farci molto male sia nell'anima che nel corpo, se però Dio ne dà loro il permesso, massime col tentarci a peccare.


21. Perché ci tentano?

I demoni ci tentano per l'invidia che ci portano, la quale fa loro desiderare la nostra eterna dannazione, e per odio a Dio, la cui immagine risplende in noi. Dio poi permette le tentazioni, affinché noi, vincendole con la sua grazia, esercitiamo le virtù e acquistiamo meriti per il paradiso.


22. Come possiamo vincere le tentazioni?

Le tentazioni si vincono con la vigilanza, con la preghiera, e con la mortificazione cristiana.


23. Gli Angeli rimasti fedeli a Dio come si chiamano?

Gli Angeli rimasti fedeli a Dio si chiamano Angeli buoni, Spiriti celesti, o semplicemente Angeli.


24. Che cosa avvenne degli Angeli rimasti fedeli a Dio?

Gli Angeli rimasti fedeli a Dio furono confermati in grazia, godono per sempre la vista di Dio, lo amano, lo benedicono, e lo lodano eternamente.


25. Dio si serve degli Angeli come suoi ministri?

Sì, Dio si serve degli Angeli come suoi ministri, e specialmente affida a molti di essi l'ufficio di nostri custodi e protettori.


26. Dobbiamo avere particolare devozione verso il nostro Angelo custode?

Sì, noi dobbiamo avere particolare devozione verso il nostro Angelo custode, onorarlo, invocarne l'aiuto, seguirne le ispirazioni ed essergli riconoscenti per l'assistenza continua che ci presta.


L'uomo


27. Qual è la creatura più nobile che Dio ha posto sulla terra?

La creatura più nobile che Dio ha posto sulla terra è l'uomo.


28. Che cos'è l'uomo?

L'uomo è una creatura ragionevole composta d'anima e di corpo.


29. Che cos'è l'anima?

L'anima è la parte più nobile dell'uomo, perché è sostanza spirituale, dotata d'intelletto e di volontà, capace di conoscere Dio e di possederlo eternamente.


30. L'anima umana muore col corpo?

L'anima umana non muore mai: la fede e la stessa ragione provano che essa è immortale.


31. Perché si dice che l'uomo fu creato ad immagine e somiglianza di Dio?

Si dice che l'uomo fu creato ad immagine e somiglianza di Dio, perché l'anima umana è spirituale e ragionevole, libera nel suo operare, capace di conoscere e di amare Dio e di goderlo eternamente: perfezioni che rispecchiano in noi un raggio dell'infinita grandezza del Signore.


32. In quale stato pose Dio i nostri primi progenitori Adamo ed Eva?

Dio pose Adamo ed Eva nello stato di innocenza e di grazia; ma presto ne decaddero per il peccato.


33. Oltre l'innocenza e la grazia santificante conferì Dio altri doni ai nostri progenitori?

Oltre l'innocenza e la grazia santificante Dio conferì altri doni ai nostri progenitori, che essi dovevano trasmettere insieme con la grazia santificante ai loro discendenti ed erano: l'integrità, cioè la perfetta soggezione del senso alla ragione; l'immortalità; l'immunità da ogni dolore e miseria; e la scienza proporzionata al loro stato.


34. Quale fu il peccato di Adamo?

Il peccato di Adamo fu un peccato di superbia e di grave disobbedienza.


35. Quale fu il castigo del peccato di Adamo ed Eva?

Adamo ed Eva perdettero la grazia di Dio e il diritto che avevano al cielo, furono cacciati dal paradiso terrestre, sottoposti a molte miserie nell'anima e nel corpo, e condannati a morire.


36. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, sarebbero stati esenti dalla morte?

Se Adamo ed Eva non avessero peccato, ma si fossero mantenuti fedeli a Dio, dopo una dimora felice e tranquilla su questa terra, senza morire sarebbero stati trasferiti da Dio nel cielo a godere una vita eterna e gloriosa.


37. Questo peccato è proprio solamente di Adamo?

Questo peccato non è solo di Adamo, ma è anche nostro, sebbene diversamente. È proprio di Adamo, perché questi lo commise con un atto di sua volontà e perciò in lui fu personale. È proprio nostro, perché, avendo Adamo peccato come capo e fonte di tutto il genere umano, viene trasfuso per naturale generazione in tutti i suoi discendenti, e perciò per noi è peccato originale.


38. Quali danni ci ha cagionato il peccato originale?

I danni del peccato originale sono: la privazione della grazia, la perdita del paradiso, l'ignoranza, l'inclinazione al male, tutte le miserie di questa vita, e infine la morte.


39. Tutti gli uomini contraggono il peccato originale?

Sì, tutti gli uomini contraggono il peccato originale, eccetto la santissima Vergine, che ne fu preservata da Dio per singolare privilegio, in previsione dei meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore.


40. Dopo il peccato di Adamo gli uomini non avrebbero più potuto salvarsi?

Dopo il peccato di Adamo gli uomini non avrebbero più potuto salvarsi, se Dio non avesse loro usato misericordia.


41. Quale fu la misericordia usata da Dio al genere umano?

La misericordia usata da Dio al genere umano fu di promettere subito ad Adamo il Redentore divino, o Messia, e di mandarlo poi a suo tempo, per liberare gli uomini dalla schiavitù del demonio, e del peccato.


42. Chi è il Messia promesso?

Il Messia promesso è Gesù Cristo.


Il secondo articolo


43. Che cosa ci insegna il secondo articolo: E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore?

Il secondo articolo del Credo ci insegna che il Figlio di Dio è la seconda Persona della Santissima Trinità: che Egli è Dio eterno, onnipotente, Creatore e Signore, come il Padre: che Egli si è fatto uomo per salvarci: e che il Figlio di Dio fatto uomo si chiama Gesù Cristo.


44. Perché la seconda Persona si chiama Figlio?

La seconda Persona si chiama Figlio perché è generata dal Padre per via d'intelletto da tutta l'eternità; e per questo si chiama anche Verbo eterno del Padre.


45. Essendo anche noi figli di Dio, perché Gesù Cristo si chiama unico Figlio di Dio Padre?

Gesù Cristo si chiama unico Figlio di Dio Padre, perché Egli solo è per natura suo Figlio e noi siamo suoi figli per creazione e per adozione.


46. Perché il Figlio di Dio fatto uomo si chiama Gesù?

Il Figlio di Dio fatto uomo si chiama Gesù che vuol dire Salvatore, perché ci ha salvati dalla morte eterna meritata per i nostri peccati.


47. Chi ha dato il nome di Gesù al Figlio di Dio fatto uomo?

Il nome di Gesù al Figlio di Dio fatto uomo l'ha dato lo stesso eterno Padre per mezzo dell'arcangelo Gabriele, quando questi annunziò alla Vergine il mistero dell'Incarnazione.


48. Perché il Figlio di Dio fatto uomo si chiama anche Cristo?

Il Figlio di Dio fatto uomo si chiama anche Cristo, che vuol dire unto e consacrato, perché anticamente si ungevano i re, i sacerdoti e i profeti; e Gesù è re dei re, sommo sacerdote e sommo profeta.


49. Gesù Cristo fu veramente unto e consacrato con unzione corporale?

L'unzione di Gesù Cristo non fu corporale, come quella degli antichi re, sacerdoti e profeti, ma tutta spirituale e divina perché la pienezza della divinità abita in lui sostanzialmente.


Il terzo articolo


50. Che cosa ci insegna il terzo articolo: Il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine?

Il terzo articolo del Credo ci insegna che il Figlio di Dio ha preso un corpo e un'anima, come abbiamo noi, nel seno purissimo di Maria Vergine per opera dello Spirito Santo, e che è nato da questa Vergine.


51. Il Figlio di Dio facendosi uomo cessò di essere Dio?

No, il Figlio di Dio si fece uomo, senza cessare di essere Dio.


52. Dunque Gesù Cristo è Dio e uomo insieme?

Sì, il Figlio di Dio incarnato, cioè Gesù Cristo, è Dio e uomo insieme, perfetto Dio e perfetto uomo.


53. Vi sono dunque in Gesù Cristo due nature?

Sì, in Gesù Cristo, che è Dio e uomo, vi sono due nature: la divina e l'umana.


54. Vi sono in Gesù Cristo anche due persone, la divina e l'umana?

No, nel Figlio di Dio fatto uomo non vi è che una sola persona, cioè la divina.


55. Quante volontà vi sono in Gesù Cristo?

In Gesù Cristo vi sono due volontà: l'una divina, l'altra umana.


56. Il Figlio di Dio e il Figlio di Maria sono la medesima persona?

Il Figlio di Dio e il Figlio di Maria sono la medesima persona, cioè Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo.


57. Maria Vergine è Madre di Dio?

Sì, Maria Vergine è Madre di Dio, perché è Madre di Gesù Cristo, che è vero Dio.


58. In quale modo Maria divenne Madre di Gesù Cristo?

Maria divenne Madre di Gesù Cristo unicamente per opera e virtù dello Spirito Santo.


59. È di fede che Maria fu sempre Vergine?

Sì, è di fede che Maria santissima fu sempre Vergine, ed è chiamata la Vergine per eccellenza.


Il quarto articolo


60. Che cosa ci insegna il quarto articolo: Patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto?

Il quarto articolo del Credo ci insegna che Gesù Cristo per redimere il mondo col suo Sangue prezioso, patì sotto Ponzio Pilato governatore della Giudea, e morì sul legno della croce, dalla quale deposto, fu seppellito.


61. Che cosa vuol dire la parola patì?

La parola patì esprime tutte le pene sofferte da Gesù Cristo nella sua passione.


62. Gesù Cristo patì come Dio o come uomo?

Gesù Cristo patì come uomo solamente, perché come Dio non poteva né patire né morire.


63. Che cosa operò Gesù Cristo sulla croce?

Gesù Cristo sulla croce pregò per i suoi nemici; diede per madre al discepolo san Giovanni e in persona di lui a noi tutti, la sua stessa madre Maria santissima: offrì la sua morte in sacrificio, e soddisfece alla giustizia di Dio per i peccati degli uomini.


64. Nella morte di Gesù Cristo si separò la divinità dal corpo e dall'anima?

Nella morte di Gesù Cristo la divinità non si separò né dal corpo né dall'anima, ma solamente si separò l'anima dal corpo.


65. Per chi è morto Gesù Cristo?

Gesù Cristo è morto per la salvezza di tutti gli uomini e ha soddisfatto per tutti.


66. Se Gesù Cristo è morto per la salvezza di tutti, perché non tutti si salvano?

Gesù Cristo è morto per tutti, ma non tutti si salvano, perché non tutti lo vogliono riconoscere, non tutti osservano la sua legge, non tutti si valgono dei mezzi di santificazione che ci ha lasciato.


67. Per essere salvi basta che Gesù Cristo sia morto per noi?

Per essere salvi non basta che Gesù Cristo sia morto per noi, ma è necessario che siano applicati a ciascuno di noi il frutto e i meriti della sua passione e morte, il che avviene soprattutto per mezzo dei sacramenti istituiti a questo fine dal medesimo Gesù Cristo; e siccome molti o non ricevono i sacramenti o non li ricevono bene, perciò rendono a se stessi inutile la morte di Gesù Cristo.


Il quinto articolo


68. Che cosa ci insegna il quinto articolo: Discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte?

Il quinto articolo del Credo ci insegna: che l'anima di Gesù Cristo, separata che fu dal corpo, andò al Limbo dei santi Padri, e che nel terzo giorno si unì di nuovo al suo corpo, per non separarsene mai più.


69. Perché Gesù Cristo volle differire sino al terzo giorno la propria risurrezione?

Gesù Cristo volle differire sino al terzo giorno la propria risurrezione per manifestare ad evidenza che era veramente morto.


70. La risurrezione di Gesù cristo fu simile alla risurrezione degli altri uomini risuscitati?

No, la risurrezione di Gesù Cristo non fu simile alla risurrezione degli altri uomini risuscitati, perché Gesù Cristo risuscitò per virtù propria, e gli altri furono risuscitati per virtù di Dio.


Il sesto articolo


71. Che cosa ci insegna il sesto articolo: Salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente?

Il sesto articolo del Credo ci insegna che Gesù Cristo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione, alla presenza dei suoi discepoli, ascese da se stesso al cielo, e che essendo, come Dio, uguale al Padre nella gloria, come uomo è stato innalzato sopra tutti gli Angeli e tutti i Santi, e costituito Signore di tutte le cose.


72. Perché Gesù Cristo dopo la sua risurrezione stette quaranta giorni sulla terra prima di salire al cielo?

Gesù Cristo dopo la sua risurrezione stette quaranta giorni sulla terra, prima di salire al cielo, per provare con varie apparizioni che era veramente risorto, e per istruire sempre più e confermare gli Apostoli nelle verità della fede.


73. Perché si dice di Gesù Cristo che salì al cielo, e della Madre sua santissima che fu assunta?

Si dice di Gesù Cristo che salì al cielo, e della Madre sua santissima che fu assunta, perché Gesù Cristo, essendo Uomo-Dio, per virtù propria salì al cielo, ma la Madre che era creatura, sebbene la più degna di tutte, salì al cielo per virtù di Dio.


74. Spiegatemi le parole: siede alla destra di Dio Padre onnipotente.

La parola: siede significa il pacifico possesso, che Gesù Cristo ha della sua gloria, e le parole: alla destra di Dio Padre onnipotente esprimono che Egli ha il posto d'onore sopra tutte le creature.


Il settimo articolo


75. Che cosa ci insegna il settimo articolo: Di là verrà a giudicare i vivi e i morti?

Il settimo articolo del Credo ci insegna che alla fine del mondo Gesù Cristo pieno di gloria e maestà verrà dal cielo per giudicare tutti gli uomini, buoni e cattivi, e per dare a ciascuno il premio o la pena che avrà meritato.


76. Se ciascuno, subito dopo morte, dovrà essere giudicato da Gesù Cristo nel giudizio particolare, perché dovremo essere giudicati tutti nel giudizio universale?

Dovremo essere giudicati tutti nel giudizio universale per più ragioni: 1º per gloria di Dio; 2º per gloria di Gesù Cristo; 3º per gloria dei Santi; 4º per confusione dei cattivi; 5º finalmente affinché il corpo abbia con l'anima la sua sentenza di premio o di pena.


77. Nel giudizio universale come si manifesterà la gloria di Dio?

Nel giudizio universale si manifesterà la gloria di Dio, perché tutti conosceranno con quanta giustizia Dio governi il mondo, sebbene ora si vedano qualche volta i buoni in afflizione e i cattivi in prosperità.


78. Nel giudizio universale come si manifesterà la gloria di Gesù Cristo?

Nel giudizio universale si manifesterà la gloria di Gesù Cristo, perché essendo Egli stato dagli uomini ingiustamente condannato, comparirà allora in faccia a tutto il mondo giudice supremo di tutti.


79. Nel giudizio universale come si manifesterà la gloria dei Santi?

Nel giudizio universale si manifesterà la gloria dei Santi, perché molti di essi, che sono morti disprezzati dai cattivi, saranno glorificati in presenza di tutto il mondo.


80. Nel giudizio universale quale sarà la confusione dei cattivi?

Nel giudizio universale la confusione dei cattivi sarà grandissima, massime per quelli che oppressero i giusti e per quelli che si studiarono in vita di essere stimati per uomini di virtù e bontà, vedendo manifestati a tutto il mondo i peccati da loro commessi, anche i più segreti.


L'ottavo articolo


81. Che cosa ci insegna l'ottavo articolo: Credo nello Spirito Santo?

L'ottavo articolo del Credo ci insegna che vi è lo Spirito Santo, terza Persona della Santissima Trinità, che Egli è Dio eterno, infinito, onnipotente, Creatore e Signore di tutte le cose, come il Padre e il Figlio.


82. Da chi procede lo Spirito Santo?

Lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio per via di volontà e di amore, come da un solo principio.


83. Se il Figlio procede dal Padre, e lo Spirito Santo procede dal Padre e dal Figlio, pare che il Padre e il Figlio siano prima dello Spirito Santo: come dunque si dice che sono eterne tutte e tre le Persone?

Si dice che sono eterne tutte e tre le Persone, perché il Padre ab aeterno ha generato il Figlio; e dal Padre e dal Figlio ab aeterno procede lo Spirito Santo.


84. Perché la terza Persona della Santissima Trinità si chiama particolarmente col nome di Spirito Santo?

La terza Persona della Santissima Trinità si chiama particolarmente col nome di Spirito Santo perché Essa procede dal Padre e dal Figlio per modo di spirazione e d'amore.


85. Quale opera viene attribuita specialmente allo Spirito Santo?

Allo Spirito Santo viene attribuita specialmente la santificazione delle anime.


86. Il Padre e il Figlio ci santificano egualmente che lo Spirito Santo?

Sì, tutte e tre le divine Persone ci santificano egualmente.


87. Se è così, perché la santificazione delle anime si attribuisce in particolare allo Spirito Santo?

La santificazione delle anime si attribuisce in particolare allo Spirito Santo perché essa è opera d'amore, e le opere d'amore si attribuiscono allo Spirito Santo.


88. Quando discese lo Spirito Santo sopra gli Apostoli?

Lo Spirito Santo discese sopra gli Apostoli nel giorno della Pentecoste, cioè cinquanta giorni dopo la Risurrezione di Gesù Cristo, e dieci dopo la sua Ascensione.


89. Dov'erano gli Apostoli nei dieci giorni prima della Pentecoste?

Gli Apostoli erano riuniti nel cenacolo in compagnia di Maria Vergine e degli altri discepoli, e perseveravano nell'orazione, aspettando lo Spirito Santo, che Gesù Cristo aveva loro promesso.


90. Quali effetti produsse lo Spirito Santo negli Apostoli?

Lo Spirito Santo confermò nella fede gli Apostoli, li riempì di lumi, di forza, di carità e dell'abbondanza di tutti i suoi doni.


91. Lo Spirito Santo è stato mandato per i soli Apostoli?

Lo Spirito Santo è stato mandato per tutta la Chiesa, e per ogni anima fedele.
Lo Spirito Santo, come l'anima nel corpo, vivifica la Chiesa con la sua grazia e con i suoi doni; vi stabilisce il regno della verità e dell'amore; e l'assiste perché conduca sicuramente i suoi figli per la via del cielo.


Il nono articolo


93. Che cosa ci insegna il nono articolo: La santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi?

Il nono articolo del Credo ci insegna che Gesù Cristo ha fondato sulla terra una società visibile che si chiama Chiesa cattolica e che tutte le persone che fanno parte di questa Chiesa sono in comunione tra loro.


94. Dove si trovano i membri della Chiesa?

I membri della Chiesa si trovano parte in cielo, e formano la Chiesa trionfante; parte nel purgatorio, e formano la Chiesa purgante; parte sulla terra e formano la Chiesa militante.


95. Queste diverse parti della Chiesa costituiscono una sola Chiesa?

Sì, queste diverse parti della Chiesa costituiscono una sola Chiesa e un solo corpo, perché hanno il medesimo capo che è Gesù Cristo, il medesimo spirito che le anima e le unisce, e il medesimo fine che è la felicità eterna, la quale si gode già dagli uni e si aspetta dagli altri.


96. A quale parte della Chiesa si riferisce principalmente questo nono articolo?

Questo nono articolo del Credo si riferisce principalmente alla Chiesa militante, che è la Chiesa nella quale noi siamo attualmente.


97. Che cos'è la Chiesa cattolica?

La Chiesa cattolica è la società o congregazione di tutti i battezzati che, vivendo sulla terra, professano la stessa fede e legge di Cristo, partecipano agli stessi sacramenti, e obbediscono ai legittimi Pastori, principalmente al Romano Pontefice.


98. Perché la Chiesa si dice Una?

La Chiesa si dice Una, perché i suoi figli, di qualunque tempo e luogo, sono uniti fra loro nella medesima fede, nel medesimo culto, nella medesima legge e nella partecipazione dei medesimi sacramenti, sotto un medesimo capo visibile, il Romano Pontefice.


99. Perché la Chiesa si dice Santa?

La Chiesa si dice Santa, perché santo è il suo capo invisibile, che è Gesù Cristo, santi sono molti suoi membri, santi sono la sua fede, la sua legge, i suoi sacramenti.


100. Perché la Chiesa si chiama Cattolica?

La Chiesa si chiama Cattolica, che vuol dire universale, perché abbraccia i fedeli di tutti i tempi, di tutti i luoghi, di ogni età e condizione, e tutti gli uomini del mondo sono chiamati a farne parte.


101. Perché la Chiesa si chiama Apostolica?

La Chiesa si chiama Apostolica, perché rimonta senza interruzione fino agli Apostoli; perché crede e insegna tutto ciò che hanno creduto e insegnato gli Apostoli; e perché è guidata e governata dai loro legittimi successori.


102. Che cosa ci insegna il nono articolo del Credo con le parole: la comunione dei santi?

Con le parole: la comunione dei santi, il nono articolo del Credo ci insegna che nella Chiesa, per l'intima unione che esiste tra tutti i suoi membri, sono comuni i beni spirituali, così interni come esterni, che le appartengono.


103. Quali sono nella Chiesa i beni comuni interni?

I beni comuni interni nella Chiesa sono: la grazia che si riceve nei sacramenti, la fede, la speranza, la carità, i meriti infiniti di Gesù Cristo, i meriti sovrabbondanti della Vergine e dei Santi, e il frutto di tutte le opere buone che in essa Chiesa si fanno.


104. Quali sono i beni esterni comuni nella Chiesa?

I beni esterni comuni nella Chiesa sono: i sacramenti, il sacrificio della santa Messa, le pubbliche preghiere, le funzioni religiose e tutte le altre pratiche esteriori che uniscono insieme i fedeli.


105. In questa comunione di beni entrano tutti i figli della Chiesa?

Nella comunione dei beni interni entrano i cristiani che sono in grazia di Dio; quelli che sono in peccato mortale non partecipano di questi beni.


106. Dunque i cristiani che sono in peccato mortale non hanno alcun vantaggio dai beni interni e spirituali della Chiesa?

I cristiani che sono in peccato mortale hanno ancora qualche vantaggio dai beni interni e spirituali della Chiesa dei quali sono privi, in quanto essi conservano il carattere del cristiano che è indelebile, e sono aiutati dalle orazioni e dalle buone opere dei fedeli ad ottenere la grazia di convertirsi a Dio.


107. Perché i membri di questa comunione presi insieme si chiamano santi?

I membri di questa comunione si chiamano santi perché tutti sono chiamati alla santità e furono santificati per mezzo del Battesimo, e molti di essi sono già pervenuti alla perfetta santità.


108. La comunione dei santi si estende anche al cielo e al purgatorio?

Sì, la comunione dei santi si estende anche al cielo e al purgatorio, perché la carità unisce le tre Chiese: trionfante, purgante e militante; e i Santi pregano Dio per noi e per le anime del purgatorio, e noi diamo onore e gloria ai Santi e possiamo sollevare le anime del purgatorio, applicando in loro suffragio Messe, elemosine, indulgenze e altre opere buone.


Il decimo articolo


109. Che cosa ci insegna il decimo articolo: La remissione dei peccati?

Il decimo articolo del Credo ci insegna che Gesù Cristo ha lasciato alla sua Chiesa la potestà di rimettere i peccati.


110. La Chiesa può rimettere ogni sorta di peccati?

Sì, la Chiesa può rimettere tutti i peccati per quanto siano molti e gravi, perché Gesù Cristo le ha dato piena potestà di sciogliere e legare.


111. Chi sono coloro che nella Chiesa esercitano questa potestà di rimettere i peccati?

Coloro che nella Chiesa esercitano la potestà di rimettere i peccati sono in primo luogo il Papa, il quale solo possiede la pienezza di tale potestà; poi i Vescovi, e, sotto la dipendenza dei Vescovi, i sacerdoti.


112. Come rimette la Chiesa i peccati?

La Chiesa rimette i peccati per i meriti di Gesù Cristo, conferendo i sacramenti da Lui istituiti a questo fine, principalmente il Battesimo e la Penitenza.


L'undicesimo articolo


113. Che cosa ci insegna l'undicesimo articolo: La risurrezione della carne?

L'undicesimo articolo del Credo ci insegna che tutti gli uomini risusciteranno, riprendendo ogni anima il corpo che ebbe in questa vita.


114. Quando avverrà la risurrezione dei morti?

La risurrezione di tutti i morti avverrà alla fine del mondo, e allora seguirà il giudizio universale.


115. Gli uomini risorgeranno tutti alla stessa maniera?

No, vi sarà grandissima differenza tra i corpi degli eletti e i corpi dei dannati, perché i soli corpi degli eletti avranno a somiglianza di Gesù Cristo risorto le doti dei corpi gloriosi.


116. Quali sono queste doti che adorneranno i corpi degli eletti?

Le doti che adorneranno i corpi gloriosi degli eletti sono: 1º l'impassibilità, per cui non potranno più essere soggetti a mali, a dolori di veruna sorta, né a bisogno di cibo, di riposo o d'altro; 2º la chiarezza, per cui risplenderanno a guisa del sole e d'altrettante stelle; 3º l'agilità, per cui potranno passare in un momento e senza fatica da un luogo all'altro e dalla terra al cielo; 4º la sottigliezza, per cui senza ostacolo potranno penetrare qualunque corpo, come fece Gesù Cristo risorto.


Il dodicesimo articolo


117. Che cosa ci insegna l'ultimo articolo: La vita eterna?

L'ultimo articolo del Credo ci insegna che dopo la vita presente vi è un'altra vita o eternamente beata per gli eletti in paradiso, o eternamente infelice per i dannati all'inferno.


118. Possiamo comprendere la felicità del paradiso?

No, noi non possiamo comprendere la felicità del paradiso, perché supera le cognizioni della nostra mente limitata, e perché i beni del cielo non possono paragonarsi ai beni di questo mondo.


119. In che consiste la felicità degli eletti?

La felicità degli eletti consiste nel vedere, amare e possedere per sempre Dio, fonte di ogni bene.


120. In che consiste l'infelicità dei dannati?

L'infelicità dei dannati consiste nell'essere sempre privi della vista di Dio e puniti da eterni tormenti nell'inferno.


121. I beni del paradiso e i mali dell'inferno sono solamente per le anime?

I beni del paradiso e i mali dell'inferno sono adesso solamente per le anime, perché solo le anime sono adesso in paradiso o nell'inferno; ma dopo la risurrezione della carne, gli uomini, nella pienezza di loro natura, cioè in anima e in corpo, saranno o felici o tormentati per sempre.


122. Saranno uguali per i beati i beni del paradiso, e per i dannati i mali dell'inferno?

I beni del paradiso per i beati, e i mali dell'inferno per i dannati, saranno uguali nella sostanza e nell'eterna durata; ma nella misura, ossia nei gradi, saranno maggiori o minori, secondo i meriti, o demeriti di ciascuno.


PARTE SECONDA


L'ORAZIONE


L'orazione in generale


123. Che cos'è l'orazione?

L'orazione è una elevazione della mente a Dio per adorarlo, per ringraziarlo, e per domandargli quello che ci abbisogna.


124. Come si distingue l'orazione?

L'orazione si distingue in mentale e vocale. L'orazione mentale è quella che si fa con la sola mente; l'orazione vocale è quella che si fa con le parole accompagnate dall'attenzione della mente e dalla devozione del cuore.


125. Si può distinguere in altro modo l'orazione?

L'orazione si può anche distinguere in privata e pubblica.


126. Qual è l'orazione privata?

L'orazione privata è quella che ciascuno fa in particolare per sé o per altri.


127. Qual è l'orazione pubblica?

L'orazione pubblica è quella che si fa dai sacri ministri, a nome della Chiesa, e per la salvezza del popolo fedele. Si può chiamar pubblica anche l'orazione fatta in comune e pubblicamente dai fedeli, come nelle processioni, nei pellegrinaggi e nel sacro tempio.


128. Abbiamo speranza fondata di ottenere per mezzo dell'orazione gli aiuti e le grazie di cui abbiamo bisogno?

La speranza di ottenere da Dio le grazie di cui abbiamo bisogno è fondata nelle promesse di Dio onnipotente, misericordioso e fedelissimo, e nei meriti di Gesù Cristo.


129. In nome di chi dobbiamo domandare a Dio le grazie che ci sono necessarie?

Noi dobbiamo domandare a Dio le grazie che ci sono necessarie in nome di Gesù Cristo, come Egli stesso ci ha insegnato e come pratica la Chiesa la quale termina sempre le sue preghiere con queste parole: per Dominum nostrum Iesum Christum, cioè: per nostro Signore Gesù Cristo.


130. Perché dobbiamo domandare a Dio le grazie in nome di Gesù Cristo?

Noi dobbiamo domandare le grazie in nome di Gesù Cristo, perché essendo Egli il nostro mediatore, solo per mezzo di lui noi possiamo avvicinarci al trono di Dio.


131. Se l'orazione ha tanta virtù, che vuol dire che molte volte non sono esaudite le nostre preghiere?

Molte volte le nostre preghiere non sono esaudite, o perché domandiamo cose che non convengono alla nostra salvezza eterna, o perché non preghiamo come si deve.


132. Quali sono le cose che dobbiamo principalmente domandare a Dio?

Dobbiamo principalmente domandare a Dio la sua gloria, la nostra salvezza eterna e i mezzi per conseguirla.


133. Non è lecito domandare anche beni temporali?

Sì, è lecito domandare a Dio anche i beni temporali, ma sempre con la condizione che siano conformi alla sua santissima volontà, e non siano d'impedimento alla nostra salvezza eterna.


134. Se Dio sa tutto ciò che ci è necessario, perché si deve pregare?

Sebbene Dio sappia tutto ciò che ci è necessario, pure vuole che noi lo preghiamo, per riconoscerlo come datore di ogni bene, per attestargli la nostra umile sommissione e per meritarci i suoi favori.


135. Qual è la prima e migliore disposizione per rendere efficaci le nostre preghiere?

La prima e migliore disposizione per rendere efficaci le nostre preghiere è di essere in stato di grazia, o non essendovi, almeno desiderare di rimettersi in tale stato.


136. Quali altre disposizioni si richiedono per ben pregare?

Per ben pregare si richiedono specialmente il raccoglimento, l'umiltà, la fiducia, la perseveranza e la rassegnazione.


137. Che cosa vuol dire pregare con raccoglimento?

Vuol dire pensare che parliamo con Dio, e perciò dobbiamo pregare con tutto il rispetto e la devozione, evitando per quanto è possibile le distrazioni, cioè ogni pensiero estraneo all'orazione.


138. Le distrazioni diminuiscono il merito dell'orazione?

Sì, quando noi stessi le procuriamo, ovvero non le respingiamo con diligenza. Se poi facciamo quanto è possibile per essere raccolti in Dio, allora le distrazioni non diminuiscono il merito della nostra orazione, ma anzi lo possono accrescere.


139. Che cosa si richiede per fare orazione con raccoglimento?

Dobbiamo prima della preghiera allontanare tutte le occasioni di distrazione, e dobbiamo durante la preghiera pensare che siamo alla presenza di Dio il quale ci vede e ci ascolta.


140. Che cosa vuol dire pregare con umiltà?

Vuol dire riconoscere sinceramente la propria indegnità, impotenza e miseria, accompagnando la preghiera con la compostezza del corpo.


141. Che cosa vuol dire pregare con fiducia?

Vuol dire che dobbiamo avere ferma speranza di essere esauditi, se da ciò deriva la gloria di Dio e il nostro vero bene.


142. Che cosa vuol dire pregare con perseveranza?

Vuol dire che non dobbiamo stancarci di pregare, se Dio subito non ci esaudisce, ma che dobbiamo seguitare anzi a pregare con più fervore.


143. Che cosa vuol dire pregare con rassegnazione?

Vuol dire che dobbiamo conformarci al volere di Dio, il quale conosce meglio di noi quanto è necessario alla nostra salvezza eterna, pur anche nel caso in cui le nostre preghiere non fossero esaudite.


144. Dio esaudisce sempre le orazioni ben fatte?

Sì, Dio esaudisce sempre le orazioni ben fatte; ma nella maniera che egli sa essere più utile per la nostra salvezza eterna, e non sempre secondo la nostra volontà.


145. Quali effetti produce in noi l'orazione?

L'orazione ci fa riconoscere la nostra dipendenza da Dio supremo Signore in tutte le cose, ci fa pensare alle cose celesti, ci fa progredire nella virtù, ci ottiene da Dio misericordia, ci fortifica contro le tentazioni, ci conforta nelle tribolazioni, ci aiuta nei nostri bisogni, e ci ottiene la grazia della perseveranza finale.


146. Quand'è che noi dobbiamo specialmente pregare?

Noi dobbiamo pregare specialmente nei pericoli, nelle tentazioni e in punto di morte; inoltre dobbiamo pregare frequentemente, ed è bene che ciò si faccia la mattina e la sera e al principio delle azioni importanti della giornata.


147. Per chi dobbiamo pregare?

Dobbiamo pregare per tutti; cioè per noi stessi, per i nostri parenti, superiori, benefattori, amici e nemici; per la conversione dei poveri peccatori, di quelli che sono fuori della vera Chiesa, e per le anime sante del purgatorio.


Il Padre nostro


148. Qual è l'orazione vocale più eccellente?

L'orazione vocale più eccellente è quella che Gesù Cristo stesso ci ha insegnato, cioè il Padre nostro.


149. Perché il Padre nostro è l'orazione più eccellente?

Il Padre nostro è l'orazione più eccellente perché l'ha composta e ce l'ha insegnata Gesù Cristo stesso; perché contiene chiaramente in poche parole tutto quello che possiamo sperare da Dio; ed è la regola e il modello di tutte le altre orazioni.

150. Il Padre nostro è anche l'orazione più efficace?

Il Padre nostro è anche l'orazione più efficace, perché è la più accetta a Dio, facendo noi orazione con le stesse parole che ci ha dettate il suo divin Figlio.

151. Perché il Padre nostro si chiama Orazione domenicale?

Il Padre nostro si chiama Orazione domenicale, che vuol dire preghiera del Signore, appunto perché ce l'ha insegnata Gesù Cristo di propria bocca.

152. Quante domande ci sono nel Padre nostro?

Nel Padre nostro ci sono sette domande, precedute da un proemio.

153. Recitate il Padre nostro.

Padre nostro, che sei nei cieli:

1ª Sia santificato il tuo nome.

2ª Venga il tuo regno.

3ª Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.

4ª Dacci oggi il nostro pane quotidiano.

5ª E rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

6ª E non ci indurre in tentazione.

7ª Ma liberaci dal male. Amen.

154. Perché, invocando Dio in principio del Padre nostro, lo chiamiamo nostro Padre?

In principio del Padre nostro chiamiamo Dio nostro Padre per risvegliare la nostra fiducia nella sua infinita bontà, essendo noi suoi figli.

155. Perché possiamo dire che siamo figli di Dio?

Noi siamo figli di Dio: 1º Perché Egli ci ha creato a sua immagine e ci conserva e governa con la sua provvidenza; 2º Perché ci ha, per speciale benevolenza, adottati nel Battesimo come fratelli di Gesù Cristo e coeredi insieme con lui della gloria eterna.

156. Perché chiamiamo Dio Padre nostro e non Padre mio?

Chiamiamo Dio Padre nostro e non Padre mio, perché tutti siamo suoi figli e perciò dobbiamo riguardarci e amarci tutti come fratelli, e pregare gli uni per gli altri.

157. Essendo Dio in ogni luogo, perché gli diciamo: che sei nei cieli?

Dio è in ogni luogo; ma diciamo: Padre nostro, che sei nei cieli, per sollevare i nostri cuori al cielo, dove Dio si manifesta nella gloria ai suoi figli.

158. Che cosa chiediamo nella prima domanda: Sia santificato il tuo nome?

Nella prima domanda: Sia santificato il tuo nome, chiediamo che Dio sia conosciuto, amato, onorato e servito da tutto il mondo, e da noi in particolare.

159. Che cosa intendiamo chiedendo che Dio sia conosciuto, amato e servito da tutto il mondo?

Noi intendiamo chiedere che gli infedeli giungano alla cognizione del vero Dio, gli eretici riconoscano i loro errori, gli scismatici ritornino all'unità della Chiesa, che i peccatori si ravvedano e che i giusti siano perseveranti nel bene.

160. Perché prima di ogni altra cosa domandiamo che sia santificato il nome di Dio?

Prima di ogni altra cosa domandiamo che sia santificato il nome di Dio, perché la gloria di Dio ci deve stare più a cuore di tutti i nostri beni e vantaggi.

161. In quale modo possiamo procurare la gloria di Dio?

Noi possiamo procurare la gloria di Dio con la preghiera, con il buon esempio, e con l'indirizzare a Lui tutti i pensieri, gli affetti e le nostre opere.

162. Che cosa intendiamo per regno di Dio?

Per regno di Dio intendiamo un triplice regno spirituale; cioè il regno di Dio in noi, ossia il regno della grazia; il regno di Dio in terra, cioè la santa Chiesa cattolica; e il regno di Dio nei cieli, ovvero il paradiso.

163. Che cosa chiediamo con le parole: Venga il tuo regno, in ordine alla grazia?

In ordine alla grazia chiediamo che Dio regni in noi con la sua grazia santificante per la quale Egli si compiace di risiedere in noi come re nella sua reggia; e di tenerci uniti a Lui con le virtù della fede, della speranza e della carità per le quali regna sul nostro intelletto, sul nostro cuore, e sulla nostra volontà.

164. Che cosa chiediamo con le parole: Venga il tuo regno, in ordine alla Chiesa?

In ordine alla Chiesa chiediamo che questa sempre più si dilati e si propaghi in tutto il mondo a salvezza degli uomini.

165. Che cosa chiediamo con le parole: Venga il tuo regno, in ordine alla gloria?

In ordine alla gloria chiediamo di potere un giorno essere ammessi nel santo paradiso, per il quale siamo stati creati, dove saremo pienamente felici.

166. Che cosa chiediamo nella terza domanda: Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra?

Nella terza domanda: Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra, chiediamo la grazia di fare in ogni cosa la volontà di Dio obbedendo ai suoi santi comandamenti così prontamente, come gli Angeli e i Santi gli obbediscono in cielo. Chiediamo inoltre la grazia di corrispondere alle divine ispirazioni, e di vivere rassegnati alla volontà di Dio quando Egli ci manda delle tribolazioni.

167. È necessario eseguire la volontà di Dio?

È necessario eseguire la volontà di Dio quanto è necessario conseguire la salvezza eterna, perché Gesù Cristo ha detto che entrerà nel regno dei cieli soltanto chi avrà fatto la volontà del Padre suo.

168. In quale modo possiamo conoscere la volontà di Dio?

Noi possiamo conoscere la volontà di Dio specialmente per mezzo della Chiesa e dei nostri superiori spirituali stabiliti da Dio per guidarci nella via della salvezza. Possiamo anche conoscere questa santissima volontà dalle divine ispirazioni e dalle stesse circostanze nelle quali il Signore ci ha posti.

169. Dobbiamo sempre riconoscere la volontà di Dio nelle cose prospere o avverse della vita?

Nelle cose sia prospere che avverse della vita presente dobbiamo sempre riconoscere anche la volontà di Dio, il quale tutto dispone o permette per il nostro bene.

170. Che cosa chiediamo nella quarta domanda: Dacci oggi il nostro pane quotidiano?

Nella quarta domanda: Dacci oggi il nostro pane quotidiano, chiediamo a Dio ciò che ci è necessario ogni giorno per l'anima e per il corpo.

171. Che cosa domandiamo a Dio per la nostra anima?

Per la nostra anima domandiamo a Dio il sostentamento della vita spirituale: cioè preghiamo il Signore che ci doni la sua grazia, di cui abbiamo continuamente bisogno.

172. Come si nutre la vita della nostra anima?

La vita dell'anima si nutre specialmente con il cibo della divina parola e con il Santissimo Sacramento dell'altare.

173. Che cosa domandiamo a Dio per il nostro corpo?

Per il nostro corpo domandiamo ciò che è necessario al sostentamento della vita temporale.

174. Perché diciamo: dacci oggi il nostro pane, e non piuttosto: dacci oggi il pane?

Diciamo dacci oggi il nostro pane, e non piuttosto: dacci oggi il pane, per escludere ogni desiderio della roba d'altri; perciò preghiamo il Signore che ci aiuti nei guadagni giusti e leciti, affinché ci procuriamo il vitto con le nostre fatiche, senza furti e inganni.

175. Perché diciamo: dacci il pane, e non dammi?

Diciamo: dacci invece di dammi per rammentarci che, siccome le sostanze ci vengono da Dio, così se Egli ce ne dà in abbondanza, lo fa a questo fine che ne dispensiamo il superfluo ai poveri.

176. Perché aggiungiamo quotidiano?

Aggiungiamo quotidiano, perché dobbiamo desiderare quello che ci è necessario alla vita, e non l'abbondanza dei cibi e dei beni della terra.

177. Che cosa significa la parola oggi nella quarta domanda?

La parola oggi significa che non dobbiamo essere troppo solleciti dell'avvenire, ma domandare quello che ci è necessario al presente.

178. Che cosa chiediamo nella quinta domanda: E rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori?

Nella quinta domanda: E rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, chiediamo a Dio che ci perdoni i nostri peccati come noi perdoniamo ai nostri offensori.

179. Perché i nostri peccati si chiamano debiti?

I nostri peccati si chiamano debiti perché per essi dobbiamo soddisfare alla divina giustizia o in questa vita o nell'altra.

180. Quelli che non perdonano al prossimo possono sperare che Dio loro perdoni?

Quelli che non perdonano al prossimo non hanno nessuna ragione di sperare che Dio loro perdoni, tanto più che si condannano da se stessi, dicendo a Dio che perdoni loro come essi perdonano al prossimo.

181. Che cosa chiediamo nella sesta domanda: E non ci indurre in tentazione?

Nella sesta domanda: E non ci indurre in tentazione, chiediamo a Dio che ci liberi dalle tentazioni, o non permettendo che siamo tentati, o dandoci grazia di non essere vinti.

182. Che cosa sono le tentazioni?

Le tentazioni sono un incitamento al peccato che ci viene dal demonio, o dai cattivi, o dalle nostre passioni.

183. È peccato avere tentazioni?

No, non è peccato avere tentazioni, ma è peccato acconsentirvi, o esporsi volontariamente al pericolo di acconsentirvi.

184. Perché Dio permette che siamo tentati?

Dio permette che siamo tentati per provare la nostra fedeltà, per far aumentare le nostre virtù e per accrescere i nostri meriti.

185. Che cosa dobbiamo fare per evitare le tentazioni?

Per evitare le tentazioni dobbiamo fuggire le occasioni pericolose, custodire i nostri sensi, ricevere spesso i santi sacramenti, e far uso della preghiera.

186. Che cosa chiediamo nella settima domanda: Ma liberaci dal male?

Nella settima domanda: Ma liberaci dal male, chiediamo a Dio che ci liberi dai mali passati, presenti e futuri, e specialmente dal sommo male che è il peccato e dalla dannazione eterna, che ne è la pena.

187. Perché diciamo: liberaci dal male e non dai mali?

Diciamo: liberaci dal male e non dai mali, perché non dobbiamo desiderare di andare esenti da tutti i mali di questa vita, ma solamente da quelli che non giovano alla nostra anima, e perciò domandiamo la liberazione dal male in genere, cioè da tutto ciò che Dio vede essere per noi male.

188. Non è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, per esempio da una malattia?

Sì, è lecito domandare la liberazione da qualche male in particolare, ma sempre rimettendoci alla volontà di Dio, il quale può anche ordinare quella tribolazione a vantaggio della nostra anima.

189. A che cosa ci giovano le tribolazioni che Dio ci manda?

Le tribolazioni ci giovano per fare penitenza delle nostre colpe, per esercitare le virtù, e soprattutto per imitare Gesù Cristo nostro capo, al quale è giusto che ci conformiamo nei patimenti, se vogliamo aver parte nella sua gloria.

190. Che cosa vuol dire Amen alla fine del Padre nostro?

Amen vuol dire: così sia, così desidero, così prego il Signore e così spero.

191. Per ottenere le grazie domandate nel Padre nostro basta recitarlo in qualunque maniera?

Per ottenere le grazie domandate nel Padre nostro bisogna recitarlo senza fretta, con attenzione e accompagnarlo con il cuore.

192. Quando dobbiamo dire il Padre nostro?

Il Padre nostro dobbiamo dirlo ogni giorno, perché abbiamo bisogno ogni giorno dell'aiuto di Dio.

L'Ave Maria

193. Quale orazione siamo soliti dire dopo il Padre nostro?

Dopo il Padre nostro diciamo la Salutazione angelica, cioè l'Ave Maria, per mezzo della quale ricorriamo alla santissima Vergine.

194. Perché l'Ave Maria si chiama Salutazione angelica?

L'Ave Maria si chiama Salutazione angelica perché comincia col saluto che fece a Maria Vergine l'arcangelo Gabriele.

195. Di chi sono le parole dell'Ave Maria?

Le parole dell'Ave Maria sono parte dell'arcangelo Gabriele, parte di santa Elisabetta, e parte della Chiesa.

196. Quali sono le parole dell'arcangelo Gabriele?

Le parole dell'arcangelo Gabriele sono: «Ave, piena di grazia, il Signore è con te».

197. Quando l'Angelo disse a Maria queste parole?

L'Angelo disse a Maria queste parole quando andò ad annunziarle da parte di Dio il mistero dell'Incarnazione che in lei doveva operarsi.

198. Che cosa intendiamo fare nel salutare la santissima Vergine con le stesse parole dell'Arcangelo?

Nel salutare la santissima Vergine con le parole dell'Arcangelo, noi ci rallegriamo con lei, facendo memoria dei singolari privilegi e doni che Dio le ha concesso a preferenza di tutte le altre creature.

199. Quali sono le parole di santa Elisabetta?

Le parole di santa Elisabetta sono: «Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno».

200. Quando santa Elisabetta disse queste parole?

Santa Elisabetta disse queste parole, ispirata da Dio, quando tre mesi prima che desse alla luce S. Giovanni Battista, fu visitata dalla santissima Vergine, che già portava nel seno il suo divin Figlio.

201. Che cosa facciamo nel dire queste parole?

Nel dire le parole di santa Elisabetta ci rallegriamo con Maria santissima della sua eccelsa dignità di Madre di Dio, e benediciamo Dio e lo ringraziamo di averci dato Gesù Cristo per mezzo di Maria.

202. Di chi sono le altre parole dell'Ave Maria?

Tutte le altre parole dell'Ave Maria sono state aggiunte dalla Chiesa.

203. Che cosa domandiamo con le ultime parole dell'Ave Maria?

Con le ultime parole dell'Ave Maria domandiamo la protezione della santissima Vergine nel corso di questa vita, e specialmente nell'ora della nostra morte, nella quale ne avremo maggior bisogno.

204. Perché dopo il Padre nostro diciamo piuttosto l'Ave Maria che qualunque altra orazione?

Perché la santissima Vergine è l'Avvocata più potente presso Gesù Cristo, e perciò dopo aver detto l'orazione insegnataci da Gesù Cristo, preghiamo la santissima Vergine che ci ottenga le grazie che abbiamo domandato.

205. Per quale motivo la Vergine santissima è così potente?

La santissima Vergine è così potente perché è Madre di Dio, ed è impossibile che non sia da Lui esaudita.

206. Che cosa ci insegnano i Santi sulla devozione a Maria?

Sulla devozione a Maria i Santi ci insegnano che i suoi veri devoti sono da Lei amati e protetti con amore di tenerissima Madre e per mezzo di Lei sono certi di trovare Gesù e di ottenere il paradiso.

207. Quale devozione a Maria la Chiesa ci raccomanda in modo speciale?

La devozione che la Chiesa ci raccomanda in modo speciale verso Maria santissima è la recita del santo Rosario.

PARTE TERZA

I COMANDAMENTI

I comandamenti in generale

208. Quanti sono i comandamenti della legge di Dio?

I comandamenti della legge di Dio sono dieci:

Io sono il Signore Dio tuo:

1º Non avrai altro Dio fuori di me.

2º Non nominare il nome di Dio invano.

3º Ricordati di santificare le feste.

4º Onora il padre e la madre.

5º Non uccidere.

6º Non commettere atti impuri.

7º Non rubare.

8º Non dire falsa testimonianza.

9º Non desiderare la donna d'altri.

10º Non desiderare la roba d'altri.

209. Siamo obbligati a osservare i comandamenti?

Sì, siamo tutti obbligati a osservare i comandamenti, perché tutti dobbiamo vivere secondo la volontà di Dio che ci ha creati, e basta trasgredirne gravemente uno solo per meritare l'inferno.

210. Possiamo osservare i comandamenti?

Noi possiamo senza dubbio osservare i comandamenti di Dio, perché Dio non ci comanda alcuna cosa impossibile e dà la grazia di osservarli a chi la domanda come si deve.

Il primo comandamento

211. Perché si dice in principio: Io sono il Signore Dio tuo?

In principio dei comandamenti si dice: Io sono il Signore Dio tuo, perché conosciamo che Dio, essendo il nostro Creatore e Signore, può comandare quello che vuole, e noi, sue creature, siamo tenuti ad obbedirgli.

212. Che cosa ci ordina Dio con le parole del primo comandamento: Non avrai altro Dio fuori di me?

Con le parole del primo comandamento: Non avrai altro Dio fuori di me, Dio ci ordina di riconoscere, di adorare, di amare e servire Lui solo, come nostro supremo Signore.

213. Come si adempie il primo comandamento?

Il primo comandamento si adempie con l'esercizio del culto interno ed esterno.

214. Che cos'è il culto interno?

Il culto interno è l'onore che si rende a Dio con le sole facoltà dello spirito, ossia con la mente e con la volontà.

215. Che cos'è il culto esterno?

Il culto esterno è l'omaggio che si rende a Dio per mezzo di atti esteriori e di oggetti sensibili.

216. Non basta adorare Dio solo col cuore internamente?

No, non basta adorare Dio solo col cuore internamente, ma bisogna adorarlo anche esternamente, con lo spirito insieme e col corpo, perché Egli è Creatore e Signore assoluto dell'uno e dell'altro.

217. Può stare il culto esterno senza l'interno?

No, non può stare in alcun modo il culto esterno senza l'interno, perché quello scompagnato da questo rimane privo di vita, di merito e di efficacia, come corpo senz'anima.

218. Che cosa ci proibisce il primo comandamento?

Il primo comandamento ci proibisce l'idolatria, la superstizione, il sacrilegio, l'eresia e ogni altro peccato contro la religione.

219. Che cos'è l'idolatria?

Si chiama idolatria il dare a qualche creatura, per esempio a una statua, a un'immagine, a un uomo, il culto supremo di adorazione dovuto a Dio solo.

220. Che cos'è la superstizione?

Si chiama superstizione qualunque devozione contraria alla dottrina e all'uso della Chiesa, come anche l'attribuire a un'azione o a una cosa qualunque una virtù soprannaturale che non ha.

221. Che cos'è il sacrilegio?

Il sacrilegio è la profanazione di un luogo, di una persona o di una cosa consacrata a Dio e destinata al suo culto.

222. Che cos'è l'eresia?

L'eresia è un errore colpevole dell'intelletto, per cui si nega con pertinacia qualche verità della fede.

223. Quali altre cose proibisce il primo comandamento?

Il primo comandamento ci proibisce altresì qualunque commercio col demonio e l'aggregarsi alle sette anticristiane.

224. Chi ricorresse al demonio o lo invocasse commetterebbe grave peccato?

Chi ricorresse al demonio o lo invocasse commetterebbe un peccato enorme, perché il demonio è il più perverso nemico di Dio e dell'uomo.

225. È lecito interrogare le tavole così dette parlanti o scriventi, o consultare in qualunque modo le anime dei trapassati mediante lo spiritismo?

Tutte le pratiche dello spiritismo sono illecite, perché superstiziose, e spesso non immuni da intervento diabolico, e perciò furono dalla Chiesa giustamente proibite.

226. Che differenza vi è tra il culto che rendiamo a Dio e il culto che rendiamo ai Santi?

Tra il culto che rendiamo a Dio e il culto che rendiamo ai Santi vi è questa differenza, che Dio lo adoriamo per la sua infinita eccellenza, e i Santi invece non li adoriamo, ma li onoriamo e veneriamo come amici di Dio e nostri intercessori presso di Lui. Il culto che si rende a Dio si chiama latria cioè di adorazione, e il culto che si rende ai Santi si chiama dulia cioè di venerazione ai servi di Dio; il culto poi particolare, che prestiamo a Maria santissima, si chiama iperdulia, cioè di specialissima venerazione, come a Madre di Dio.

Il secondo comandamento

227. Che cosa ci proibisce il secondo comandamento: Non nominare il nome di Dio invano?

Il secondo comandamento: Non nominare il nome di Dio invano, ci proibisce: 1º di nominare il nome di Dio senza rispetto; 2º di bestemmiare contro Dio, contro la santissima Vergine e contro i Santi; 3º di fare giuramenti falsi o non necessari, o in qualunque modo illeciti.

228. Che cosa vuol dire nominare il nome di Dio senza rispetto?

Nominare il nome di Dio senza rispetto vuol dire pronunziare questo santo nome e tutto ciò che si riferisce in modo speciale a Dio stesso, come il nome di Gesù, di Maria e dei Santi, nella collera, per scherzo, o in altro modo poco riverente.

229. Che cos'è la bestemmia?

La bestemmia è un orribile peccato che consiste in parole o atti di disprezzo o di maledizione contro Dio, la Vergine, i Santi, o contro le cose sante.

230. Vi è differenza tra la bestemmia e l'imprecazione?

Vi è differenza perché con la bestemmia si maledice, o si desidera il male a Dio, alla Madonna, ai Santi, mentre con l'imprecazione si maledice o si desidera il male a se stesso, o al prossimo.

231. Che cos'è il giuramento?

Il giuramento è il chiamare Dio in testimonio della verità di ciò che si dice, o si promette.

232. È sempre proibito il giurare?

Non è sempre proibito il giurare, ma è lecito anzi onorevole a Dio quando vi sia necessità e il giuramento sia fatto con verità, con giudizio e con giustizia.

233. Quando non si giura con verità?

Quando si afferma con giuramento ciò che si sa, o si crede che sia falso, e quando con giuramento si promette di fare ciò che non si ha intenzione di eseguire.

234. Quando non si giura con giudizio?

Quando si giura senza prudenza e senza matura considerazione, ovvero per cose di poca importanza.

235. Quando non si giura con giustizia?

Quando si giura di fare una cosa che non sia giusta o lecita, come vendicarsi, rubare ed altre cose simili.

236. Siamo obbligati a mantenere il giuramento di fare cose ingiuste o illecite?

Non solo non siamo obbligati, ma peccheremmo facendole, perché proibite dalla legge di Dio, o della Chiesa.

237. Chi giura il falso che peccato commette?

Chi giura il falso commette peccato mortale, perché disonora gravemente Dio verità infinita, chiamandolo in testimonio del falso.

238. Che cosa ci ordina il secondo comandamento?

Il secondo comandamento ci ordina di onorare il nome santo di Dio e di adempiere oltre i giuramenti anche i voti.

239. Che cos'è il voto?

Il voto è una promessa che si fa a Dio di una cosa buona e a noi possibile e migliore della cosa contraria, alla quale ci obblighiamo come se ci fosse comandata.

240. Se l'osservanza del voto riuscisse in tutto o in parte molto difficile, che si dovrebbe fare?

Si può domandare la commutazione o la dispensa al proprio Vescovo, o al Sommo Pontefice, secondo la qualità del voto.

241. È peccato trasgredire i voti?

Il trasgredire i voti è peccato, e perciò non dobbiamo far voti senza matura riflessione e, ordinariamente, senza il consiglio del confessore, o d'altra persona prudente, per non esporci al pericolo di peccare.

242. Si possono fare i voti alla Madonna e ai Santi?

I voti si fanno solamente a Dio: si può però promettere a Dio di far qualche cosa in onore della Madonna, o dei Santi.

Il terzo comandamento

243. Che cosa ci ordina il terzo comandamento: Ricordati di santificare le feste?

Il terzo comandamento: Ricordati di santificare le feste, ci ordina di onorare Dio con opere di culto nei giorni di festa.

244. Quali sono i giorni di festa?

Nell'antica legge erano i sabati ed altri giorni particolarmente solenni per il popolo ebreo; nella legge nuova sono le domeniche ed altre festività stabilite dalla Chiesa.

245. Perché nella legge nuova si santifica la domenica invece del sabato?

La domenica, che significa giorno del Signore, fu sostituita al sabato perché in tal giorno Gesù Cristo nostro Signore risuscitò.

246. Quale opera di culto ci viene comandata nei giorni di festa?

Ci viene comandato di assistere devotamente al santo sacrificio della Messa.

247. Con quali altre opere un buon cristiano santifica le feste?

Il buon cristiano santifica le feste: 1º coll'intervenire alla Dottrina cristiana, alle prediche ed ai divini uffizi; 2º col ricevere spesso, con le dovute disposizioni i sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia; 3º coll'esercitarsi nell'orazione e nelle opere di cristiana carità verso il prossimo.

248. Che cosa ci proibisce il terzo comandamento?

Il terzo comandamento ci proibisce le opere servili e qualunque opera che ci impedisca il culto di Dio.

249. Quali sono le opere servili proibite nei giorni di festa?

Le opere servili proibite nei giorni di festa sono le opere dette manuali, cioè quei lavori materiali in cui ha parte più il corpo che lo spirito; come quelle che ordinariamente fanno i servi, gli operai e gli artigiani.

250. Quale peccato si commette lavorando in giorno di festa?

Lavorando in giorno di festa si commette peccato mortale: scusa però dalla colpa grave la brevità del tempo che si occupa.

251. Non vi è alcuna opera servile che sia permessa nei giorni di festa?

Nei giorni di festa sono permesse quelle opere che sono necessarie alla vita, o al servizio di Dio; e quelle che si fanno per una causa grave domandando licenza, se si può, al proprio parroco.

252. Per quale fine nelle feste sono proibite le opere servili?

Sono proibite nelle feste le opere servili, affinché possiamo meglio attendere al divin culto e alla salute dell'anima nostra; e riposarci dalle fatiche. Per questo non è proibito qualche onesto divertimento.

253. Quali altre cose dobbiamo schivare soprattutto nelle feste?

Nelle feste dobbiamo schivare sopra tutto il peccato e tutto ciò che può indurci al peccato, come i divertimenti e i ritrovi pericolosi.

Il quarto comandamento

254. Che cosa ci ordina il quarto comandamento: Onora il padre e la madre?

Il quarto comandamento: Onora il padre e la madre, ci ordina di rispettare il padre e la madre, di obbedire loro in tutto ciò che non è peccato, e di aiutarli nei loro bisogni spirituali e temporali.

255. Che cosa ci proibisce il quarto comandamento?

Il quarto comandamento ci proibisce di offendere i genitori con le parole, con le opere e in qualsiasi altro modo.

256. Sotto il nome di padre e di madre, quali altre persone comprende questo comandamento?

Questo comandamento, sotto il nome di padre e di madre comprende anche tutti i superiori, così ecclesiastici, come secolari, ai quali perciò dobbiamo obbedire e portare rispetto.

257. I genitori hanno dei doveri verso i loro figli?

I genitori hanno il dovere di amare, alimentare e mantenere i loro figli, di provvedere alla loro educazione religiosa e civile, di dar loro buon esempio, di allontanarli dall'occasione di peccato, correggerli delle loro mancanze, ed aiutarli ad abbracciare lo stato al quale sono chiamati da Dio.

258. Ci diede Dio l'esempio di famiglia perfetta?

Dio ci diede l'esempio di famiglia perfetta nella Sacra Famiglia, nella quale Gesù Cristo visse soggetto a Maria santissima e a S. Giuseppe fino ai trent'anni, cioè fino a quando incominciò ad esercitare la missione affidatagli dall'Eterno Padre di predicare il Vangelo.

Il quinto comandamento

259. Che cosa proibisce il quinto comandamento: Non uccidere?

Il quinto comandamento: Non uccidere, proibisce di dar morte, percuotere, ferire o fare qualunque altro danno al prossimo nel corpo, sia da sé, sia per mezzo di altri; come pure di offenderlo con parole ingiuriose e di volergli male. In questo comandamento Dio proibisce anche il dar morte a se stesso, ossia il suicidio.

260. Perché è peccato grave uccidere il prossimo?

Perché l'uccisore si usurpa temerariamente il diritto che ha Dio solo sulla vita dell'uomo; perché distrugge la sicurezza dell'umano consorzio, e perché toglie al prossimo la vita, che è il più gran bene naturale che ha sulla terra.

261. Vi sono dei casi nei quali sia lecito uccidere il prossimo?

È lecito uccidere il prossimo quando si combatte in una guerra giusta, quando si esegue per ordine dell'autorità suprema la condanna di morte in pena di qualche delitto; e finalmente quando trattasi di necessaria e legittima difesa della vita contro un ingiusto aggressore.

262. Dio, nel quinto comandamento, proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo?

Sì, Dio nel quinto comandamento proibisce anche di nuocere alla vita spirituale del prossimo con lo scandalo.

263. Che cos'è lo scandalo?

Lo scandalo è qualunque detto, fatto o omissione, che è occasione ad altri di commettere peccati.

264. È peccato grave lo scandalo?

Lo scandalo è un peccato grave, perché tende a distruggere la più grande opera di Dio, che è la redenzione, con la perdita delle anime; dà al prossimo la morte dell'anima togliendogli la vita della grazia, che è più preziosa della vita del corpo; è causa di una moltitudine di peccati. Perciò Dio minaccia agli scandalosi i più severi castighi.

265. Perché nel quinto comandamento Dio proibisce il dar morte a se stesso, ossia il suicidio?

Nel quinto comandamento Dio proibisce il suicidio perché l'uomo non è padrone della sua vita, come non lo è di quella degli altri.

266. Che cosa ci ordina il quinto comandamento?

Il quinto comandamento ci ordina di perdonare ai nostri nemici, e di voler bene a tutti.

267. Che cosa deve fare chi ha danneggiato il prossimo nella vita del corpo, o in quella dell'anima?

Chi ha danneggiato il prossimo non basta che si confessi, ma deve anche riparare al male che ha fatto col risarcire al prossimo i danni arrecati, col ritrattare gli errori insegnati, e col dar buoni esempi.

Il sesto e il nono comandamento

268. Che cosa ci proibisce il sesto comandamento: Non commettere atti impuri?

Il sesto comandamento: Non commettere atti impuri, ci proibisce ogni atto, ogni sguardo, ogni discorso contrario alla castità, e l'infedeltà nel matrimonio.

269. Che cosa proibisce il nono comandamento?

Il nono comandamento proibisce espressamente ogni desiderio contrario alla fedeltà che i coniugi si sono giurata nel contrarre matrimonio: e proibisce pure ogni colpevole pensiero o desiderio di azione vietata dal sesto comandamento.

270. È un gran peccato l'impurità?

È un peccato gravissimo ed abominevole innanzi a Dio ed agli uomini; avvilisce l'uomo alla condizione dei bruti, lo trascina a molti altri peccati e vizi, e provoca i più terribili castighi in questa vita e nell'altra.

271. Sono peccati tutti i pensieri che ci vengono in mente contro la purità?

I pensieri che ci vengono in mente contro la purità, per se stessi non sono peccati, ma piuttosto tentazioni e incentivi al peccato.

272. Quand'è che sono peccati i pensieri cattivi?

I pensieri cattivi, ancorché siano inefficaci, sono peccati quando colpevolmente diamo loro motivo, o vi acconsentiamo, o ci esponiamo al pericolo prossimo di acconsentirvi.

273. Che cosa ci ordinano il sesto e nono comandamento?

Il sesto comandamento ci ordina di essere casti e modesti negli atti, negli sguardi, nel portamento e nelle parole. Il nono comandamento ci ordina di essere casti e puri anche nell'interno, cioè nella mente e nel cuore.

274. Che cosa ci conviene fare per osservare il sesto e il nono comandamento?

Per ben osservare il sesto e il nono comandamento, dobbiamo pregare spesso e di cuore Dio, essere devoti di Maria Vergine Madre della purità, ricordarci che Dio ci vede, pensare alla morte, ai divini castighi, alla passione di Gesù Cristo, custodire i nostri sensi, praticare la mortificazione cristiana e frequentare con le dovute disposizioni i sacramenti.

275. Che cosa dobbiamo fuggire per mantenerci casti?

Per mantenerci casti conviene fuggire l'ozio, i cattivi compagni, la lettura dei libri e dei giornali cattivi, l'intemperanza, il guardare le immagini indecenti, gli spettacoli licenziosi, le conversazioni pericolose, e tutte le altre occasioni di peccato.

Il settimo comandamento

276. Che cosa ci proibisce il settimo comandamento: Non rubare?

Il settimo comandamento: Non rubare, proibisce di prendere e di ritenere ingiustamente la roba altrui e di recar danno al prossimo nella roba in qualunque altro modo.

277. Che cosa vuol dire rubare?

Vuol dire prendere ingiustamente la roba altrui contro la volontà del padrone, quando cioè egli ha tutta la ragione ed il diritto di non volerne essere privato.

278. Perché si proibisce il rubare?

Perché si pecca contro la giustizia, e si fa ingiuria al prossimo, prendendo e ritenendo contro il suo diritto e la sua volontà ciò che gli appartiene.

279. Che cos'è la roba d'altri?

È tutto ciò che appartiene al prossimo, che ne ha la proprietà o l'uso, o lo tiene in deposito.

280. In quanti modi si prende ingiustamente la roba degli altri?

In due modi: col furto e con la rapina.

281. Il furto come si commette?

Il furto si commette prendendo occultamente la roba degli altri.

282. La rapina come si commette?

La rapina si commette prendendo con violenza e manifestamente la roba degli altri.

283. In quali casi si può prendere la roba degli altri senza far peccato?

Quando il padrone non fosse contrario, ovvero quando ingiustamente non volesse, come accadrebbe di uno che avesse estrema necessità, purché prendesse soltanto quanto gli è strettamente necessario per sovvenire all'urgente ed estremo bisogno.

284. Solamente col furto e con la rapina si danneggia il prossimo nella roba?

Si danneggia anche con la frode, con l'usura e con qualunque altra ingiustizia contro i suoi beni.

285. Come si commette la frode?

La frode si commette ingannando il prossimo nel commercio con pesi, misure o monete false e con merci cattive; falsificando scritture e documenti; in somma facendo inganni nelle compre, nelle vendite e in qualsiasi altro contratto e anche quando non si vuol dare il giusto e il convenuto.

286. In quale modo si commette l'usura?

L'usura si commette con l'esigere senza legittimo titolo un illecito interesse per una somma prestata, abusando del bisogno e dell'ignoranza altrui.

287. Quali altre ingiustizie si commettono contro i beni del prossimo?

Col fargli perdere ingiustamente ciò che ha, col danneggiarlo nelle possessioni, non lavorare conforme al dovere, non pagare per malizia i debiti e le dovute mercedi, col ferire o uccidere animali che gli appartengono, col mandare a male le cose avute in custodia, con l'impedire ad alcuno di fare un giusto guadagno, col tenere mano ai ladri, col ricevere, nascondere o comprare la roba rubata.

288. È peccato grave rubare?

È un peccato grave contro la giustizia quando trattasi di materia grave, essendo cosa molto importante che sia rispettato il diritto che ciascuno ha sulla roba propria, e ciò per il bene degli individui, delle famiglie e della società.

289. Quando è grave la materia del furto?

È grave quando si toglie cosa rilevante, ed anche quando, togliendosi cosa di poca importanza, il prossimo ne patisce grave danno.

290. Che cosa ci ordina il settimo comandamento?

Il settimo comandamento ci ordina di rispettare la roba degli altri, dare la giusta mercede agli operai, e osservare la giustizia in tutto quello che riguarda la proprietà altrui.

291. Chi ha peccato contro il settimo comandamento basta che se ne confessi?

Chi ha peccato contro il settimo comandamento non basta che se ne confessi, ma bisogna che faccia quello che può per restituire la roba d'altri e risarcire i danni.

L'ottavo comandamento

292. Che cosa ci proibisce l'ottavo comandamento: Non dire falsa testimonianza?

L'ottavo comandamento: Non dire falsa testimonianza, ci proibisce di attestare il falso in giudizio: e proibisce anche la detrazione o mormorazione, la calunnia, l'adulazione, il giudizio e il sospetto temerario e ogni sorta di bugia.

293. Che cos'è la detrazione o mormorazione?

La detrazione o mormorazione è un peccato che consiste nel manifestare, senza giusto motivo, i peccati e difetti altrui.

294. Che cos'è la calunnia?

La calunnia è un peccato che consiste nell'attribuire malignamente al prossimo colpe e difetti che non ha.

295. Che cos'è l'adulazione?

L'adulazione è un peccato che consiste nell'ingannare taluno col dire falsamente bene di lui o di altri, allo scopo di averne vantaggio.

296. Che cos'è il giudizio o sospetto temerario?

Il giudizio o sospetto temerario è un peccato che consiste nel giudicare o sospettar male degli altri senza un giusto fondamento.

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"[...] Non abbiate paura!
APRITE, anzi, SPALANCATE le PORTE A CRISTO!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura!
Cristo sa "cosa è dentro l’uomo". Solo lui lo sa!
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro,
nel profondo del suo animo, del suo cuore.
Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra.
È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.
Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. [...]"


Papa Giovanni Paolo II
(estratto dell'omelia pronunciata domenica 22 ottobre 1978)



 
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