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Jeanne JUGAN e gli ANZIANI






"Non importa quanto si dà
ma quanto amore si mette nel dare."


Madre Teresa di Calcutta







Biografia di Jeanne Jugan























Nata a Cancale ( Ille-et-Vilaine – Francia ), nel borghetto delle Petites Croix, il 25 ottobre 1792, Jeanne Jugan è battezzata il giorno stesso nella Chiesa Saint-Méen in piena tormenta rivoluzionaria.

Suo padre, marinaio come la maggior parte degli uomini del paese, si è imbarcato per la grande pesca a Terranova.
Quattro anni più tardi, scompare in mare. Sua madre rimane da sola per crescere i quattro bambini ( quattro sono morti in tenera età ).
Per aiutare la famiglia, Jeanne all’età di 16 anni parte come aiuto cuoca in un maniero vicino a Cancale.
Vi rimane fino all’età di 25 anni, poi lascia la casa familiare per Saint-Servan dove lavora come aiuto infermiera nell’ospedale del Rosais.
Alla richiesta di matrimonio di un giovane marinaio, aveva risposto:
"Dio mi vuole per sé, mi riserva per un’opera che non è ancora fondata".



Jeanne Jugan vuole unicamente servire Dio e gli altri, i poveri, soprattutto i più deboli, i più bisognosi, fedele all’ideale di configurazione a Gesù per Maria che San Giovanni Eudes insegna ai membri del Terz’Ordine della Madre Ammirabile, associazione alla quale si unisce verso l’età di 25 anni.



Una sera d’inverno 1839, apre la sua casa ed il suo cuore ad una donna anziana cieca, paralizzata, improvvisamente ridotta in solitudine.
Jeanne le dà il suo letto... Questo gesto la impegna per sempre.
Una seconda anziana seguirà, poi una terza...



Nel 1843, saranno quaranta e tre giovani compagne che si sono unite a Jeanne.
Queste ultime l’hanno scelta come superiora della loro piccola associazione che si incammina verso una vera vita religiosa.



Ma ben presto Jeanne Jugan sarà destituita da questa carica, limitata alla semplice attività di questuante, rude compito di cui è l’iniziatrice, incoraggiata in questa iniziativa di carità e di condivisione dai Fratelli di San Giovanni di Dio.



All’ingiustizia, Jeanne risponde solo con il silenzio, la mitezza, l’abbandono.
La sua fede ed il suo amore scoprono in questa disposizione la vita di Dio per lei e per la sua famiglia religiosa.



Col passare degli anni, l’ombra si stende sempre più su Jeanne Jugan.
Gli inizi della sua opera sono falsati.
Vive 27 anni messa in disparte ( dal 1852 al 1879 ), quattro alla casa di Rennes, e gli ultimi ventitré della sua lunga vita a La Tour St Joseph, casa madre della Congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri dal 1856.










"Padre eterno, aprite le vostre porte oggi alla più misera delle vostre figlie, che ha però tanto desiderio di vedervi. O Maria, mia madre buona, venite a me. Sapete che vi amo e desidero tanto di vedervi."

Jeanne Jugan











Alla sua morte, avvenuta il 29 agosto 1879, ha 86 anni, poche Piccole Sorelle sanno che è lei la fondatrice, ma il suo influsso sulle giovani postulanti e novizie, con cui ha condiviso la vita, per ventisette anni, sarà tuttavia decisivo.
In quel contatto prolungato, il carisma iniziale e lo spirito delle origini sono stati trasmessi.

Nel 1879 si contavano 2400 Piccole Sorelle sparse in tante case di accoglienza per anziani in 30 Stati del mondo.



E a poco a poco si fa luce...
Dal 1902, la verità comincia a riemergere: Jeanne Jugan, Suor Maria della Croce, morta nell’oblio un quarto di secolo prima, non è la terza Piccola Sorella, come si è lasciato credere, ma la prima, la Fondatrice.

E’ stata beatificata il 3 ottobre 1982 da papa Giovanni Paolo II.

Infine Benedetto XVI l'ha canonizzata l'11 ottobre 2009:

Jeanne Jugan, SANTA Maria della Croce.





















"Amate molto il buon Dio! E’ così buono, il buon Dio! Tutto per lui, fate tutto per amore.
Non rifiutate nulla al buon Dio, abituatevi a fare tutto per lui.
Nelle vostre difficoltà, bisogna sempre dire, Dio sia benedetto, grazie mio Dio, o gloria a Dio!
Quando sarete vecchia, non vedrete più nulla, io, non vedo più che il buon Dio!"


Jeanne Jugan


















La Congregazione delle Piccole Sorelle dei Poveri:
spiritualità, carisma











"Figliole mie,
amate la Santa Vergine,
sarà la vostra Madre!
Diciamo insieme un’Ave Maria!
Attraverso l’Ave Maria
Andremo in Paradiso!
E’ dalla Chiesa
Che ci viene tutto il bene.
Il Santo Padre prima di tutto!"


Jeanne Jugan











Spiritualità




"Ti benedico, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te".

Alla bramosia di progresso e di libertà dei suoi contemporanei, Jeanne Jugan contrappone la testimonianza trasparente della rivelazione dei misteri di Dio ai
"piccoli".

Jeanne Jugan vive sempre la sua fede con la semplicità del "piccoli".
Ella avanza risolutamente, dirigendo sugli avvenimenti e sulle persone lo sguardo di una fede viva, che genera la speranza ed opera per mezzo della carità.

Vent’anni di appartenenza al Terz’Ordine della Madre Ammirabile aveva già semplificato la sua anima, mediante la contemplazione del mistero di Gesù e Maria.

Così, la spiritualità di San Giovanni Eudes l’aveva preparata a penetrare la ricchezza soprannaturale dell’ospitalità per compiere la sua missione di ospitalità con semplicità, umiltà, unione con Dio nella preghiera e nella carità.

La divina Provvidenza offre un validissimo appoggio all’opera di Jeanne Jugan nella tradizione di carità dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio.
Senza impedire lo sviluppo dell’opera, secondo il suo proprio carisma ed il suo carattere specifico, quest’Ordine le comunica il grande spirito di carità ospitale che lo anima.

A quest’Ordine Ospedaliero, Jeanne Jugan è debitrice anche nel "voto di ospitalità", grazie al quale il servizio degli anziani poveri è elevato alla dignità di un atto della virtù di religione.

Queste due grandi correnti spirituali, confluite – per disegno di Dio – nell’anima di Jeanne Jugan, creano in lei una capacità di apertura universale.

L’espansione rapidissima della sua opera le fa capire che Dio la destina ad una vocazione di carità, che potrà essere realizzata solo attraverso un attaccamento indefettibile alla Chiesa.
La sua missione terrena termina quando vede la sua piccola barca solidamente ancorata a quella della Chiesa.










"Piccole, molto piccole...
Siate molto piccole davanti al buon Dio.
Saper scomparire attraverso l’umiltà in tutto ciò che il buon Dio vuole da noi.
Siamo solo gli strumenti della sua opera.
Siate una bella rosa di Carità!
Non dimenticate mai che il povero è Nostro Signore.
Quando sarete accanto ai poveri datevi con tutto il cuore.
Quando sarete nelle case, siate buone con gli anziani, soprattutto con gli infermi… amateli molto!
Guardate il Povero con compassione e Gesù vi guarderà con bontà.
Bisogna essere sempre di buon umore, i nostri anziani non amano i volti tristi.
Bussate, bussate alla porta del cielo per le anime."


Jeanne Jugan











Carisma




Lo spirito della Congregazione è lo spirito evangelico espresso da Gesù nelle Beatitudini.

Jeanne Jugan, fedele all’aspirazione dello Spirito Santo, ha fatto particolarmente risplendere nella sua vita la dolcezza e l’umiltà di cuore, che le hanno permesso di darsi con semplicità alla gioia dell’ospitalità.

E’ quanto esprime il nostro nome "Piccole Sorelle dei Poveri".
Per Jeanne Jugan, il Povero definisce la sua vocazione.
Dio l’ha attesa nel "Povero"; lei l’ha incontrato nel "Povero".

Essere Piccola Sorella "dei Poveri" ci ricorda coloro ai quali ci siamo votate, il nostro desiderio di andare sempre verso i più poveri, di creare una corrente di collaborazione apostolica e di carità fraterna per soccorrere il Cristo nei poveri.

E’ un invito personale a partecipare alla beatitudine della povertà spirituale; questa ci avvia allo spogliamento totale che abbandona un’anima a Dio.

La grazia dell’ospitalità verso gli Anziani poveri, carisma di fondatrice di Jeanne Jugan, è accolta da lei con semplicità d’animo.

Seguendo il proprio carisma, ella trovò nel voto di ospitalità un mezzo privilegiato per esprimere il dono di noi stesse a questo apostolato di carità.

L’ospitalità consacrata è, in mezzo al mondo, una testimonianza della misericordia del Padre e dell’ amore compassionevole del Cuore di Gesù.










"E’ così bello essere poveri, non avere niente, attendere tutto dal buon Dio!
Date, date la casa, se Dio la riempie, Dio non l’abbandonerà.
Se Dio è con noi, ciò si farà...
Il buon Dio mi ha benedetta perché ho sempre ringraziato molto la Provvidenza.
Siate riconoscenti della vostra vocazione.
E’ una grande grazia che il Signore vi ha fatto chiamandovi a servire i poveri.
Non rifiutate niente al buon Dio.
Niente è piccolo nella vita religiosa…
Bisogna fare tutto per amore."


Jeanne Jugan




























Oggi, Le Piccole Sorelle dei Poveri proseguono e attualizzano il cammino iniziale di Jeanne Jugan:




Accolgono, confortano, curano ed accompagnano fino al termine della loro esistenza gli anziani che Dio mette sulla loro strada: questo nel più grande rispetto della loro vita, delle loro relazioni familiari, delle loro convinzioni, in collaborazione con un personale salariato, con i Membri dell’Associazione Jeanne Jugan, con i volontari.

Lo fanno in risposta alla chiamata di Cristo che le consacra nel suo amore con i voti di castità, povertà, obbedienza ed ospitalità per il servizio gioioso degli anziani, in seno a comunità fraterne internazionali.

Lo spirito delle beatitudini fonda e nutre l’impegno delle Piccole Sorelle.

Esse tendono a viverlo nell’umiltà, nella semplicità, con una fiducia incondizionata nella bontà di Dio che si traduce, come alle origini, attraverso la fedeltà alla questua, poiché Dio ha confidato ciascuno nell’amore di tutti.

Missionaria, la Congregazione vede nell’espansione del suo apostolato fino alle estremità della terra, una grazia di rinnovamento ed una sorgente di vitalità.





















In molti paesi le case delle Piccole Sorelle rimangono aperte con una priorità per gli anziani più poveri, numerosi nelle nostre società contemporanee.
Attraverso la questua (elemosina), anche gli anziani più bisognosi possono conoscere la "gioia di vivere" in un ambiente accogliente.

Creando una corrente di solidarietà evangelica, la condivisione attraverso la questua colma questa necessità.

Jeanne Jugan ha fondato l’avvenire della sua opera su una sfida evangelica: vivere giorno per giorno, non accettare mai di capitalizzare, rifiutare donazioni perpetue, fidarsi di Dio. Per dimostrare così che le nostre legittime previsioni umane non devono mai farci dimenticare che Dio è nostro Padre e si prende cura di noi.

"Noi stesse cerchiamo le risorse che ci permettono di esercitare questa ospitalità sollecitando la generosità di persone desiderose di rendere possibile la nostra opera.
Ciò prende il nome di « questua ».

Essa è simboleggiata dalla celebre figura della nostra Fondatrice, camminando con passi spediti, rivestita dal suo lungo mantello e munita del suo grande paniere, in cammino per raccogliere tutto ciò che le si vorrà ben dare, spesso in natura ma anche in denaro, per far vivere gli abitanti di alcune Case.
Era un'epoca di grande povertà.

Ma questa scelta di non ricorrere all'aiuto pubblico non è solo come motivata dalla fedeltà alle nostre origini. Stimiamo che andando a viso scoperto sollecitando il necessario per assicurare la vita e qualche volta la sopravvivenza di ogni Casa, facciamo continuamente la scommessa della bontà nel cuore umano.

La nostra fondatrice diceva che
« Dio ha confidato ciascuno all'amore di tutti ».

Chiamiamo ciò, come nel vangelo, « la Provvidenza », e finora, anche se talvolta sembra tardare e si sarebbe tentati di non attenderla più, essa non ci è mai mancata."
(Allocuzione della Madre Generale Celine de la Visitation, 22 giugno 2007).





















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"Mio buon Gesù, non ho che voi.
Siamo state innestate sulla croce.
Gesù vi attende in Cappella. Andate a trovarlo quando sarete al limite della pazienza e della forza, quando vi sentirete sole e deboli. Ditegli: 'Voi sapete ciò che accade, mio buon Gesù. Io non ho che voi. Venite in mio aiuto... Poi, andate. E non vi turbate al pensiero di come farete.
E’ sufficiente che l’abbiate detto al buon Dio. Egli ha buona memoria!' "


Jeanne Jugan







Si ringraziano:


- Sorella Anne Francoise
della CASA delle PICCOLE SORELLE DEI POVERI
Piazza San Pietro in Vincoli, 6
00184, ROMA

- Sorella Anne
della CASA delle PICCOLE SORELLE DEI POVERI
Piazza San Pietro in Vincoli, 6
00184, ROMA

- la Signora Maria
ospite della CASA delle PICCOLE SORELLE DEI POVERI
Piazza San Pietro in Vincoli, 6
00184, ROMA

- ll sig. Alessandro Proietti
Blog CATTOLICI

- la dott.ssa Arianna Gianandrea
Blog CATTOLICI













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"[...] Non abbiate paura!
APRITE, anzi, SPALANCATE le PORTE A CRISTO!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura!
Cristo sa "cosa è dentro l’uomo". Solo lui lo sa!
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro,
nel profondo del suo animo, del suo cuore.
Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra.
È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.
Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. [...]"


Papa Giovanni Paolo II
(estratto dell'omelia pronunciata domenica 22 ottobre 1978)



 
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