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L’Inseminazione e La Fecondazione Artificiali






Quando si ha l’inseminazione e la fecondazione artificiali omologhe?




Quando lo spermatozoo e l’ovulo provengono dalla stessa coppia (un uomo e una donna uniti in matrimonio).







E quelle eterologhe?




Quando lo spermatozoo e/o l’ovulo provengono non dalla stessa coppia unita in matrimonio.







Quali sono i principi morali che sono coinvolti da queste tecniche?




· Ecco alcuni principi morali di carattere generale che vanno tenuti presenti nell’esprimere la valutazione morale riguardo a tali tecniche:

- non tutto ciò che è scientificamente, tecnicamente fattibile è anche moralmente accettabile

- non è giusto ottenere un bene attraverso il male

- il fine non giustifica i mezzi. Pertanto il servizio alla vita (che si attua con le fecondazioni artificiali) va realizzato con mezzi leciti

- quanto alla vita (sia del nascere, sia del vivere, sia del morire) non siamo nè padroni, nè creatori, ma amministratori

- occorre salvaguardare il contesto sacro della vita (soprattutto nel suo nascere e morire)

- bisogna rispettare il principio che non è nei poteri dell’uomo di stabilire arbitrariamente ciò che è bene o male; e occorre rifiutare il principio dell’esaltazione del libero arbitrio, del proprio io, senza alcuna attenzione alla legge di Dio e ai diritti del concepito

- esistono dei diritti del nascituro, che vanno tutelati anche dalla legislazione umana, tanto più che il nascituro appartiene alla categoria dei deboli e degli indifesi. Esiste ad esempio il diritto del nascituro ad avere un padre e una madre noti; il diritto a una identità biologica, anagrafica ed affettiva

- quando esiste una differenza tra la legge divina e una legge fatta dagli uomini, il cristiano segue la legge divina.



· Le tecniche di fecondazione artificiali coinvolgono anche un certo modo di intendere la natura umana, e cioè, con tali tecniche, la natura umana viene intesa come un dato di proprietà del soggetto, un mero postulato culturale, e quindi diviene soggetta a libera contrattazione, ad arbitraria manipolazione. Secondo la concezione cristiana invece la natura è normativa nei suoi elementi essenziali e fondamentali, in quanto donata da Dio Creatore e pertanto essa dà fondamento ad etica e diritto.







Per quali motivi l’inseminazione/fecondazione artificiali, omologa ed eterologa, sono moralmente inaccettabili?




La fecondazione/inseminazione artificiali sono moralmente inaccettabili, in quanto sia quella omologa che eterologa:

· dissociano, nell’atto coniugale, il significato procreativo (l’apertura alla trasmissione della vita) da quello unitivo (la mutua donazione dei coniugi). La persona non deve rompere la connessione inscindibile che Dio ha voluto tra le due finalità dell’atto coniugale, unitiva e procreativa:

- la procreazione dev’essere frutto dell’atto coniugale, mediante il quale l’uomo e la donna collaborano con la potenza del Creatore

- la fedeltà degli sposi, nell’unità del matrimonio, comporta il reciproco rispetto del loro diritto a diventare padre e madre soltanto l’uno attraverso l’altro

- il figlio è e deve essere il frutto e il segno della mutua donazione personale degli sposi, attuata nel rapporto coniugale.

- Egli ha diritto ad essere concepito, portato in grembo, messo al mondo ed educato nel matrimonio: è attraverso il riferimento sicuro e riconosciuto ai propri genitori che egli può scoprire la propria identità e maturare la propria formazione umana.

- Pio XII esprimeva tutto questo, già nel 1956, così:

· “Il figlio è il frutto dell’unione coniugale, alla cui pienezza concorrono le funzioni organiche e le emozioni sensibili che vi sono connesse. Anche nella modalità con cui un nuovo soggetto viene chiamato alla vita deve essere salvaguardata la sua dignità di persona umana. Una persona umana non può essere prodotta come una “cosa”, ma ha il diritto di essere generata come frutto di un gesto d’amore tra due persone che hanno costituito una stabile comunità. Nell’atto coniugale, espressione specificamente propria e completa del loro amore, il figlio diventa il dono, che non solo esprime il loro amore ma lo incarna; nell’unità di questo atto devono essere inserite le condizioni biologiche della generazione”.

· Instaurano un dominio della tecnica sull’origine e sul destino della persona umana. Appena la procreazione viene inserita in un contesto tecnico-strumentale ne scaturisce, malgrado ogni buona volontà soggettiva, il trattamento tecnico-strumentale del concepito stesso. Tale tecnica di manipolazione:


- snatura il matrimonio, mortifica la procreazione, lede la dignità e i diritti del bambino, che peraltro è la persona più debole e inerme; instaura una fabbrica di bambini; favorisce il rischio di manipolazione grave della vita, della persona

- causa uno spreco di embrioni (i cosiddetti embrioni soprannumerari): ora è illecita tanto la produzione di embrioni quanto il loro congelamento. A maggior ragione la loro distruzione. L’embrione è un essere umano con tutti i diritti costitutivi di una persona

- fa sì che vengano maggiormente garantiti i diritti degli adulti (che desiderano a tutti i costi un figlio) piuttosto che quelli del figlio (che ha il diritto ad essere concepito da un atto di comunione d’amore coniugale): ora il più bisognoso di garanzie da parte della società dovrebbe essere il figlio che è il più indifeso. E’ necessario tutelare il minore!

- richiede in molti casi che gli spermatozoi siano ottenuti mediante masturbazione, che è un atto immorale

- causa almeno sei problemi pratici:

1. l’insuccesso di questa metodica (successo soltanto del 18-20%);

2. l’enorme spreco di embrioni (la perdita almeno dell’80% degli embrioni prodotti in provetta);

3. l’alta abortività (la stragrande maggioranza di embrioni prodotti in provetta e trasferiti nell’utero vanno in aborto spontaneo in tempi diversi);

4. la frantumazione antropologica e affettiva del legame sessualità-procreazione (la procreazione: frutto dell’essere una sola carne) ;

5. i rischi di malattie e malformazioni (danni devastanti, danni seri, danni sostanziali);

6. gli effetti economici degradanti (compravendita/commercio di ovuli e spermatozoi, affitto di uteri...- liberismo selvaggio-); creano il rischio di uno sfruttamento economico del nascere.







Oltre ai problemi già indicati anche per quella omologa, quali ulteriori problemi crea la fecondazione eterologa?




L’inseminazione/fecondazione eterologa crea altri problemi, che aggravano la sua immoralità.


Essa infatti:

· lede il diritto del figlio a nascere da un padre e da una madre conosciuti da lui, legati tra loro dal matrimonio e aventi il diritto esclusivo a diventare genitori soltanto l’uno attraverso l’altro

· non rispetta il diritto (oggettivo e soggettivo) del nascituro di:

- nascere in una famiglia stabile

- conoscere l’identità dei genitori e la conformità al proprio patrimonio genetico

- avere una identità non solo biologica, ma anche affettiva ed educativa, e una corrispondenza fra queste



· rende impossibile il controllo della diffusione delle malattie genetiche, essendo anonimi i donatori

· crea il pericolo d’incesto, a causa della fecondazione di donne diverse con lo stesso tipo di seme esterno alle coppie

· favorisce la maternità surrogata o sostitutiva, che sono illecite. La tecnica dell’utero in affitto sconvolge l’ordine naturale della procreazione, che postula l’unità del soggetto delle due operazioni fondamentali che avvengono nella generazione umana: il concepimento e la simultanea gestazione. L’unità è reclamata soprattutto dalla dignità dell’essere umano chiamato alla vita. Inoltre non consente l’identificabilità del neonato. Causa la presenza di terze persone (è quanto avviene nella maternità surrogata o nelle nonne madri; tre genitori biologici...)

· favorisce il rischio: di una retribuzione in vil denaro; di una ennesima mercificazione del corpo femminile; una possibile sopraffazione e uno sfruttamento dei più forti (aspiranti genitori economicamente, culturalmente ben dotati) verso donne deboli e sole.







Quando l’inseminazione/fecondazione artificiale è accettabile moralmente?




· È accettabile moralmente a tre condizioni:

1) deve svolgersi all’interno della coppia legata da un vincolo stabile matrimoniale;

2) deve essere effettuata con un coniugale rapporto sessuale, e non raccogliendo il seme attraverso la masturbazione o evitando il rapporto coniugale;

3) non deve comportare interventi invasivi o rischi rilevanti a danno dell’embrione o del feto.

· Il bene comune esige pertanto che vengano garantiti, completamente e per ogni singolo embrione umano, i tre diritti seguenti:

- il diritto ad essere trattato come soggetto e non come oggetto;

- il diritto inviolabile alla vita;

- il diritto di nascere da e in una stessa coppia eterosessuale unita in matrimonio.







Esiste un diritto ad avere figli?




Non esiste un diritto ad avere figli (‘il figlio dovuto, ad ogni costo’), perché essi sono un dono di Dio, il dono più grande del matrimonio. Con la pretesa di averlo comunque, l’avere prevale sull’essere. Il figlio è ridotto a un oggetto di una tecnologia scientifica.

Ormai si sta arrivando al fondo nel rispetto dei valori umani, quando un figlio viene di fatto ‘ordinato e acquistato’, come si può fare in un negozio di bambole, scavalcando i limiti che la natura ha imposto, arrivando a un vero e proprio arbitrio sulla vita degli altri.







Che cosa possono fare gli sposi, quando non hanno figli?




Coloro che sono affetti da problemi di infertilità devono essere aiutati mediante ricerche, terapie e tecniche mediche, eticamente lecite.

Qualora il dono del figlio non fosse loro concesso, gli sposi, dopo aver esaurito i legittimi ricorsi alla medicina, possono mostrare la loro generosità mediante l’affido o l’adozione, oppure compiendo servizi significativi a favore del prossimo. Realizzano così una preziosa fecondità spirituale.







Che cosa pensa la Chiesa Cattolica del bimbo nato da una fecondazione artificiale?




Una volta concepito, il bimbo ha tutti i diritti e doveri di qualsiasi altra persona, ha la stessa dignità, merita lo stesso rispetto di ogni altro essere umano.







Che pensare della legge italiana circa la fecondazione artificiale?




· Nella sua impostazione di fondo è inaccettabile, per i motivi detti sopra. In particolare essa, ad esempio, ammette la fecondazione omologa, la quale viene per di più consentita anche alle coppie di fatto: tutto questo non può essere accettato dalla fede cristiana.

· Ha tuttavia alcuni aspetti positivi:

- intanto c’è finalmente una legge, che regolamenta tale materia. Ciò è senz’altro meglio rispetto al ‘far-west’ di prima, ove, in assenza di qualunque legislazione, ognuno riteneva di fare ciò che voleva e gli piaceva, con sperimentazioni anche selvagge, senza rispetto di nessuno

- è vietata la fecondazione eterologa

- vengono maggiormente riconosciuti nella loro dignità gli embrioni, e vengono maggiormente protetti (sia limitandone il numero sia evitando le sperimentazioni selvagge).



· Il cristiano, con tutti i mezzi democratici disponibili, deve cercare di fare leggi in sintonia con la sua visione dell’uomo e del mondo, anche perché le leggi creano una mentalità, una cultura.







Dicono alcuni: la legge che consente la fecondazione omologa/eterologa non obbliga nessuno a fare ciò che non vuole. È vero questo?




No, in quanto qualcuno è obbligato: il nascituro! Il quale, secondo tale legge, è obbligato a venire al mondo non in modo naturale, e addirittura, nel caso della fecondazione eterologa, senza padre e madre noti.

Argomento pubblicato su Blog CATTOLICI, il Raccoglitore Italiano di BLOG di Fedeli CATTOLICI...
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NB: per approfondire l’argomento, si leggano i seguenti documenti pontifici:
PAOLO VI, Humanae vitae, 1968;
GIOVANNI PAOLO II, Familiaris consortio, 1982;
CATECHISMO della CHIESA CATTOLICA (CCC), nn. 2370-2379; COMPENDIO del CCC, nn. 498-501;
CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE, Donum vitae, 1987.





Si ringrazia,
Sua Eccellenza Reverendissima Monsignor Raffaello Martinelli,
Vescovo della Diocesi di Frascati.













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"[...] Non abbiate paura!
APRITE, anzi, SPALANCATE le PORTE A CRISTO!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura!
Cristo sa "cosa è dentro l’uomo". Solo lui lo sa!
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro,
nel profondo del suo animo, del suo cuore.
Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra.
È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.
Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. [...]"


Papa Giovanni Paolo II
(estratto dell'omelia pronunciata domenica 22 ottobre 1978)



 
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