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Diritto alla VITA
segno di civiltà!










"[...] Sento che oggi giorno il più grande distruttore di pace è l'aborto, perché è una guerra diretta, una diretta uccisione, un diretto omicidio per mano della madre stessa. [...]
Perché se una madre può uccidere il suo proprio figlio, non c'è più niente che impedisce a me di uccidere te, e a te di uccidere me. [...] "

MADRE TERESA di Calcutta, (premio nobel per la pace 1979).















Ricordiamo un estratto dall'omelia di Papa Wojtyla del 7 ottobre 1979 a Washington, con le sue celeberrime parole in difesa della vita.



[...] Non esito a proclamare dinanzi a voi e dinanzi a tutto il mondo che ogni vita umana – dal momento del suo concepimento e durante tutte le fasi seguenti – è sacra, perché la vita umana è creata ad immagine e somiglianza di Dio. Niente supera la grandezza o la dignità della persona umana. La vita umana non è soltanto un’idea o un’astrazione; la vita umana è la realtà concreta di un essere che è capace di amore e di servizio all’umanità.




Permettetemi di ripetere ciò che dissi nel corso del pellegrinaggio alla mia terra: “Se il diritto alla vita di una persona viene violato al momento in cui viene concepita nel seno materno, un colpo indiretto viene inflitto a tutto l’ordine morale, che ha per scopo i beni inviolabili dell’uomo. La Chiesa difende il diritto alla vita, non solo per rispetto alla maestà di Dio, primo Datore di questa vita, ma anche per rispetto al bene essenziale della persona umana” (Giovanni Paolo II, Allocutio, 8 giugno 1979).




La vita umana è preziosa perché è un dono di Dio il cui amore è infinito: e quando Dio dà la vita, la dà per sempre. La vita inoltre è preziosa perché è l’espressione e il frutto dell’amore. Questa è la ragione per cui la vita deve avere origine nel contesto del matrimonio e per cui il matrimonio e l’amore reciproco dei genitori devono essere caratterizzati dalla generosità nel prodigarsi. Il grande pericolo per la vita della famiglia in una società i cui idoli sono il piacere, le comodità e l’indipendenza, sta nel fatto che gli uomini chiudono il loro cuore e diventano egoisti. […]




Tutti gli esseri umani dovrebbero apprezzare l’individualità di ogni persona come creatura di Dio, chiamata ad essere fratello o sorella di Cristo in ragione dell’Incarnazione e Redenzione Universale. Per noi la sacralità della persona umana è fondata su queste premesse. Ed è su queste stesse premesse che si fonda la nostra celebrazione della vita, di ogni vita umana. Ciò spiega i nostri sforzi per difendere la vita umana contro qualsiasi influenza o azione che la possa minacciare o indebolire, come pure i nostri sforzi per rendere ogni vita più umana in tutti i suoi aspetti.




Quindi reagiremo ogni volta che la vita umana è minacciata. Quando il carattere sacro della vita prima della nascita viene attaccato, noi reagiremo per proclamare che nessuno ha il diritto di distruggere la vita prima della nascita. Quando si parla di un bambino come un peso o lo si considera come mezzo per soddisfare un bisogno emozionale, noi interverremo per insistere che ogni bambino è dono unico e irripetibile di Dio, che ha diritto ad una famiglia unita nell’amore. Quando l’istituzione del matrimonio è abbandonata all’egoismo umano e ridotta ad un accordo temporaneo e condizionale che si può rescindere facilmente, noi reagiremo affermando l’indissolubilità del vincolo matrimoniale. Quando il valore della famiglia è minacciato da pressioni sociali ed economiche, noi reagiremo riaffermando che la famiglia è necessaria non solo per il bene privato di ogni persona, ma anche per il bene comune di ogni società, nazione e stato (cf. Giovanni Paolo II, Allocutio in Audientia Generali, 3 gennaio 1979). Quando poi la libertà viene usata per dominare i deboli, per sperperare le ricchezze naturali e l’energia, e per negare agli uomini le necessità essenziali, noi reagiremo per riaffermare i principi della giustizia e dell’amore sociale. Quando i malati, gli anziani o i moribondi sono abbandonati, noi reagiremo proclamando che essi sono degni di amore, di sollecitudine e di rispetto. […]




La nostra celebrazione della vita fa parte della nostra celebrazione dell’Eucaristia. Il Nostro Signore e Salvatore, per mezzo della sua morte e risurrezione, è diventato per noi “il pane di vita” e il pegno della vita eterna. In lui troviamo il coraggio, la perseveranza e l’inventività di cui abbisogniamo per promuovere e difendere la vita nelle nostre famiglie e nel mondo intero.




Cari fratelli e sorelle: abbiamo fiducia che Maria, la Madre di Dio e la Madre della Vita, ci darà il suo aiuto affinché il nostro modo di vivere rifletta sempre la nostra ammirazione e riconoscenza per il dono dell’amore di Dio che è la vita. Sappiamo che lei ci aiuterà ad usare ogni giorno che ci è dato come un’opportunità per difendere la vita prima della nascita e per rendere più umana la vita dei nostri fratelli, ovunque essi siano.




L’intercessione della Madonna del Rosario, la cui festa celebriamo oggi, ci ottenga di poter tutti pervenire un giorno alla pienezza della vita in Cristo Gesù nostro Signore. Amen.




dall’Omelia di Sua Santità Giovanni Paolo II - Washington, Capitol Mall - Domenica, 7 ottobre 1979

(qui l’omelia completa)









IL QUINTO COMANDAMENTO






Per maggiori informazioni:
5° Non Uccidere






« Avete inteso che fu detto agli antichi:
"Non uccidere; chi avrà ucciso sarà sottoposto a giudizio".
Ma io vi dico: Chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio » (Mt 5,21-22).


2258 « La vita umana è sacra perché, fin dal suo inizio, comporta l'azione creatrice di Dio e rimane per sempre in una relazione speciale con il Creatore, suo unico fine.
Solo Dio è il Signore della vita dal suo inizio alla sua fine: nessuno, in nessuna circostanza, può rivendicare a sé il diritto di distruggere direttamente un essere umano innocente ». (168)






La VITA è la Scelta

che Non si Rimpiange Mai!











































Ricordiamo il Discorso ai partecipanti all'incontro promosso dalla Federazione Internazionale delle Associazioni dei Medici Cattolici - Sala Clementina, 20 settembre 2013



«Pur essendo per loro natura al servizio della vita, le professioni sanitarie sono indotte a volte a non rispettare la vita stessa. Invece, come ci ricorda l'Enciclica Caritas in veritate, "l'apertura alla vita e al centro del vero sviluppo. Non c’è vero sviluppo senza questa apertura alla vita. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l'accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono. L'accoglienza della vita tempra le energie morali e rende capaci di aiuto reciproco" (n. 28). La situazione paradossale si vede nel fatto che, mentre si attribuiscono alla persona nuovi diritti, a volte anche presunti diritti, non sempre si tutela la vita come valore primario e diritto primordiale di ogni uomo. Il fine ultimo dell'agire medico rimane sempre la difesa e la promozione della vita.



Una diffusa mentalità dell'utile, la "cultura dello scarto", che oggi schiavizza i cuori e le intelligenze di tanti, ha un altissimo costo: richiede di eliminare esseri umani, soprattutto se fisicamente o socialmente più deboli. La nostra risposta a questa mentalità e un "si" deciso e senza tentennamenti alla vita. "Il primo diritto di una persona umana e la sua vita. Essa ha altri beni e alcuni di essi sono più preziosi; ma e quello il bene fondamentale, condizione per tutti gli altri" (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sull'aborto procurato, 18 novembre 1974, 11). Le cose hanno un prezzo e sono vendibili, ma le persone hanno una dignità, valgono più delle cose e non hanno prezzo. Tante volte, ci troviamo in situazioni dove vediamo che quello che costa di meno e la vita. Per questo l'attenzione alla vita umana nella sua totalità e diventata negli ultimi tempi una vera e propria priorità del Magistero della Chiesa, particolarmente a quella maggiormente indifesa, al disabile, all'ammalato, al nascituro, al bambino, all'anziano, che e la vita più indifesa.



Nell'essere umano fragile ciascuno di note invitato a riconoscere il volto del Signore, che nella sua carne umana ha sperimentato l'indifferenza e la solitudine a cui spesso condanniamo i più poveri, sia nei Paesi in via di sviluppo, sia nelle society benestanti. Ogni bambino non nato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha il volto di Gesù Cristo, ha il volto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appena nato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano, e - ho parlato del bambino: andiamo agli anziani, altro punto! E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in se il volto di Cristo. Non si possono scartare, come ci propone la "cultura dello scarto"! Non si possono scartare! Il terzo aspetto e un mandato: siate testimoni e diffusori di questa "cultura della vita". Il vostro essere cattolici comporta una maggiore responsabilità: anzitutto verso voi stessi, per l'impegno di coerenza con la vocazione cristiana; e poi verso la cultura contemporanea, per contribuire a riconoscere nella vita umana la dimensione trascendente, l'impronta dell'opera creatrice di Dio, fin dal primo istante del suo concepimento. E questo un impegno di nuova evangelizzazione che richiede spesso di andare controcorrente, pagando di persona. II Signore conta anche su di voi per diffondere il "vangelo della vita".



Cari amici medici, voi che siete chiamati a occuparvi della vita umana nella sua fase iniziale, ricordate a tutti, con i fatti e con le parole, che questa e sempre, in tutte le sue fasi e ad ogni età, sacra ed e sempre di qualità E non per un discorso di fede - no, no - ma di ragione, per un discorso di scienza! Non esiste una vita umana più sacra di un'altra, come non esiste una vita umana qualitativamente più significativa di un'altra. La credibilità di un sistema sanitario non si misura solo per l'efficienza, ma soprattutto per l'attenzione e l'amore verso le persone, la cui vita sempre 6 sacra e inviolabile».








La VITA è sacra, onorala!




MADRE TERESA di Calcutta: Il Miracolo della Vita!








La VITA è un'opportunità, coglila!




MADRE TERESA di Calcutta: La Provvidenza








La VITA è bellezza, ammirala!




INNO alla Vita!








La VITA è beatitudine, assaporala!




MADRE TERESA di Calcutta: Un Cuore Puro Vede Gesù in chi è Affamato!








La VITA è un sogno, fanne una realtà!




MADRE TERESA di Calcutta:
L'Aborto è il più Grande Distruttore dell'Amore e della Pace!









La VITA è speranza, alimentala!




MADRE TERESA di Calcutta: La Madre è il Cuore della Famiglia!








La VITA è amore, donala!




MADRE TERESA di Calcutta: Una Vita per la Vita!








La VITA è la vita, difendila!




Rispetta e Proteggi la Vita Umana - No all'Aborto!


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Ricordiamo l'Esortazione apostolica Evangelii Gaudium - Roma, 24 novembre 2013



«213. Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i pin indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente e intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano a sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. E un fine in se stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficolta. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. La sola ragione e sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana, ma se la guardiamo anche a partire dalla fede, "ogni violazione della dignità personale dell'essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell'uomo".



214. Proprio perché e una questione che ha a che fare con la coerenza interna del nostro messaggio sul valore della persona umana, non ci si deve attendere che la Chiesa cambi la sua posizione su questa questione. Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non 6 un argomento soggetto a presunte riforme o a "modernizzazioni". Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana. Peri) e anche vero che abbiamo fatto poco per accompagnare adeguatamente le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l'aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie, particolarmente quando la vita che cresce in loro 6 sorta come conseguenza di una violenza o in un contesto di estrema povertà. Chi pub non capire tali situazioni cosi dolorose?








"Nel nostro secolo un altro cimitero deve essere aggiunto alla lista della crudeltà umana: quello dei mai nati"

Papa Giovanni Paolo II







































O M I C I D I O - volontario




2268 Il quinto comandamento proibisce come gravemente peccaminoso l'omicidio diretto e volontario. L'omicida e coloro che volontariamente cooperano all'uccisione commettono un peccato che grida vendetta al cielo. (178) L'infanticidio, (179) il fratricidio, il parricidio e l'uccisione del coniuge sono crimini particolarmente gravi a motivo dei vincoli naturali che infrangono. Preoccupazioni eugenetiche o di igiene pubblica non possono giustificare nessuna uccisione, fosse anche comandata dai pubblici poteri.


2269 Il quinto comandamento proibisce qualsiasi azione fatta con l'intenzione di provocare indirettamente la morte di una persona. La legge morale vieta tanto di esporre qualcuno ad un rischio mortale senza grave motivo, quanto di rifiutare l'assistenza ad una persona in pericolo. Tollerare, da parte della società umana, condizioni di miseria che portano alla morte senza che ci si sforzi di porvi rimedio, è una scandalosa ingiustizia e una colpa grave. Quanti nei commerci usano pratiche usuraie e mercantili che provocano la fame e la morte dei loro fratelli in umanità, commettono indirettamente un omicidio, che è loro imputabile. (180) L'omicidio involontario non è moralmente imputabile. Ma non si è scagionati da una colpa grave qualora, senza motivi proporzionati, si è agito in modo tale da causare la morte, anche senza l'intenzione di provocarla.

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A B O R T O




2270 La vita umana deve essere rispettata e protetta in modo assoluto fin dal momento del concepimento. Dal primo istante della sua esistenza, l'essere umano deve vedersi riconosciuti i diritti della persona, tra i quali il diritto inviolabile di ogni essere innocente alla vita. (181)

« Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato » (Ger 1,5).

« Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra » (Sal 139,15).


2271 Fin dal primo secolo la Chiesa ha dichiarato la malizia morale di ogni aborto provocato. Questo insegnamento non è mutato. Rimane invariabile. L'aborto diretto, cioè voluto come un fine o come un mezzo, è gravemente contrario alla legge morale:

« Non uccidere il bimbo con l'aborto, e non sopprimerlo dopo la nascita ». (182)

« Dio, padrone della vita, ha affidato agli uomini l'altissima missione di proteggere la vita, missione che deve essere adempiuta in modo degno dell'uomo. Perciò la vita, una volta concepita, deve essere protetta con la massima cura; e l'aborto come pure l'infanticidio sono abominevoli delitti ». (183)


2272 La cooperazione formale a un aborto costituisce una colpa grave. La Chiesa sanziona con una pena canonica di scomunica questo delitto contro la vita umana. « Chi procura l'aborto, se ne consegue l'effetto, incorre nella scomunica latae sententiae », (184) « per il fatto stesso d'aver commesso il delitto » (185) e alle condizioni previste dal diritto. (186) La Chiesa non intende in tal modo restringere il campo della misericordia. Essa mette in evidenza la gravità del crimine commesso, il danno irreparabile causato all'innocente ucciso, ai suoi genitori e a tutta la società.


2273 Il diritto inalienabile alla vita di ogni individuo umano innocente rappresenta un elemento costitutivo della società civile e della sua legislazione:

« I diritti inalienabili della persona dovranno essere riconosciuti e rispettati da parte della società civile e dell'autorità politica; tali diritti dell'uomo non dipendono né dai singoli individui, né dai genitori e neppure rappresentano una concessione della società e dello Stato: appartengono alla natura umana e sono inerenti alla persona in forza dell'atto creativo da cui ha preso origine. Tra questi diritti fondamentali bisogna, a questo proposito, ricordare: il diritto alla vita e all'integrità fisica di ogni essere umano dal concepimento alla morte ». (187)

« Nel momento in cui una legge positiva priva una categoria di esseri umani della protezione che la legislazione civile deve loro accordare, lo Stato viene a negare l'uguaglianza di tutti davanti alla legge. Quando lo Stato non pone la sua forza al servizio dei diritti di ciascun cittadino, e in particolare di chi è più debole, vengono minati i fondamenti stessi di uno Stato di diritto. [...] Come conseguenza del rispetto e della protezione che vanno accordati al nascituro, a partire dal momento del suo concepimento, la legge dovrà prevedere appropriate sanzioni penali per ogni deliberata violazione dei suoi diritti ». (188)


2274 L'embrione, poiché fin dal concepimento deve essere trattato come una persona, dovrà essere difeso nella sua integrità, curato e guarito, per quanto è possibile, come ogni altro essere umano. La diagnosi prenatale è moralmente lecita, se « rispetta la vita e l'integrità dell'embrione e del feto umano ed è orientata alla sua salvaguardia o alla sua guarigione individuale [...]. Ma essa è gravemente in contrasto con la legge morale quando contempla l'eventualità, in dipendenza dai risultati, di provocare un aborto: una diagnosi [...] non deve equivalere a una sentenza di morte ». (189)


2275 « Si devono ritenere leciti gli interventi sull'embrione umano a patto che rispettino la vita e l'integrità dell'embrione, non comportino per lui rischi sproporzionati, ma siano finalizzati alla sua guarigione, al miglioramento delle sue condizioni di salute o alla sua sopravvivenza individuale ». (190)

« È immorale produrre embrioni umani destinati a essere sfruttati come "materiale biologico" disponibile ». (191)

« Alcuni tentativi d'intervento sul patrimonio cromosomico o genetico non sono terapeutici, ma mirano alla produzione di esseri umani selezionati secondo il sesso o altre qualità prestabilite. Queste manipolazioni sono contrarie alla dignità personale dell'essere umano, alla sua integrità e alla sua identità » (192) unica, irrepetibile.

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"Sarebbe totalmente falsa e illusoria qualsiasi difesa dei diritti umani politici, economici e sociali che non comprendesse un'energica difesa del diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale(...).
Nella difesa della vita, non dobbiamo temere l'ostilità e l'impopolarità, rifiutando ogni compromesso ed ambiguità, che ci conformerebbero alla mentalità di questo mondo "


Papa Benedetto XVI, ai Vescovi Brasiliani, 28.10.2010









E U T A N A S I A




2276 Coloro la cui vita è minorata o indebolita richiedono un rispetto particolare. Le persone ammalate o handicappate devono essere sostenute perché possano condurre un'esistenza per quanto possibile normale.


2277 Qualunque ne siano i motivi e i mezzi, l'eutanasia diretta consiste nel mettere fine alla vita di persone handicappate, ammalate o prossime alla morte. Essa è moralmente inaccettabile.

Così un'azione oppure un'omissione che, da sé o intenzionalmente, provoca la morte allo scopo di porre fine al dolore, costituisce un'uccisione gravemente contraria alla dignità della persona umana e al rispetto del Dio vivente, suo Creatore. L'errore di giudizio, nel quale si può essere incorsi in buona fede, non muta la natura di quest'atto omicida, sempre da condannare e da escludere. 193


2278 L'interruzione di procedure mediche onerose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati attesi può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all'« accanimento terapeutico ». Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire. Le decisioni devono essere prese dal paziente, se ne ha la competenza e la capacità, o, altrimenti, da coloro che ne hanno legalmente il diritto, rispettando sempre la ragionevole volontà e gli interessi legittimi del paziente.


2279 Anche se la morte è considerata imminente, le cure che d'ordinario sono dovute ad una persona ammalata non possono essere legittimamente interrotte. L'uso di analgesici per alleviare le sofferenze del moribondo, anche con il rischio di abbreviare i suoi giorni, può essere moralmente conforme alla dignità umana, se la morte non è voluta né come fine né come mezzo, ma è soltanto prevista e tollerata come inevitabile. Le cure palliative costituiscono una forma privilegiata della carità disinteressata. A questo titolo devono essere incoraggiate.

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S U I C I D I O




2280 Ciascuno è responsabile della propria vita davanti a Dio che gliel'ha donata. Egli ne rimane il sovrano Padrone. Noi siamo tenuti a riceverla con riconoscenza e a preservarla per il suo onore e per la salvezza delle nostre anime. Siamo amministratori, non proprietari della vita che Dio ci ha affidato. Non ne disponiamo.


2281 Il suicidio contraddice la naturale inclinazione dell'essere umano a conservare e a perpetuare la propria vita. Esso è gravemente contrario al giusto amore di sé. Al tempo stesso è un'offesa all'amore del prossimo, perché spezza ingiustamente i legami di solidarietà con la società familiare, nazionale e umana, nei confronti delle quali abbiamo degli obblighi. Il suicidio è contrario all'amore del Dio vivente.


2282 Se è commesso con l'intenzione che serva da esempio, soprattutto per i giovani, il suicidio si carica anche della gravità dello scandalo. La cooperazione volontaria al suicidio è contraria alla legge morale.

Gravi disturbi psichici, l'angoscia o il timore grave della prova, della sofferenza o della tortura possono attenuare la responsabilità del suicida.


2283 Non si deve disperare della salvezza eterna delle persone che si sono date la morte. Dio, attraverso le vie che egli solo conosce, può loro preparare l'occasione di un salutare pentimento. La Chiesa prega per le persone che hanno attentato alla loro vita.

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"Per questo è necessario aiutare tutte le persone a prendere coscienza del male intrinseco del crimine dell'aborto che, attentando contro la vita umana al suo inizio, è anche un'aggressione contro la società stessa..."

Papa Benedetto XVI - L'Osservatore Romano - 4 Dicembre 2005







Per AIUTARE

le mamme

in difficoltà e

per SALVARE

una vita!













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QUALORA TU NON POSSA TENERLO CON TE, CI SONO FAMIGLIE AFFIDATARIE PRONTE AD ACCOGLIERLO; ANCHE SE MALATO.




INOLTRE HAI IL DIRITTO A PARTORIRE NELL'ANONIMATO E DARE IN ADOZIONE IL TUO BAMBINO.

Parto in Anonimato
(Ministero della Salute)





PRENDI INFORMAZIONI:

CASE - Accoglienza




NON PRENERE UNA DECISIONE AFFRETTATA !!!

Percorso Nascita
(Ministero della Salute)























































NON ABORTIRE: negheresti il diritto alla vita al tuo bambino e procureresti una ferita incancellabile a TE stessa!!!


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Giornate per la Vita

dal 1979







A partire dal 1979 si celebra ogni anno in Italia, nella prima domenica di febbraio, la Giornata per la Vita. Mons. Pietro Fiordelli (1916-2004), vescovo di Prato dal 1954 al 1991 può essere considerato uno dei «padri» della pastorale familiare italiana. Fra i suoi meriti vi sono quello di aver promosso, nei primi anni Settanta, l’organizzazione capillare di “Centri” e “Servizi di aiuto alla vita” che, ancora oggi, cercano di far evitare l’aborto alle donne che vi si rivolgono e, nel 1979, di essersi inventato quella “Giornata nazionale per la vita”, doverosamente celebrata ogni anno in tutte le parrocchie d’Italia, a partire dall’approvazione della legge che ha introdotto l'aborto nel nostro Paese
(la Legge 22 maggio 1978 n. 194).

Il Consiglio Episcopale Permanente della CEI predispone per questa occasione un breve Messaggio che illustra un aspetto particolare del tema Vita.


Riportiamo di seguito il testo di tutti i Messaggi del Consiglio Episcopale Permanente:



per la Giornata per la vita 2017: "Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta"


per la Giornata per la vita 2016: "La misericordia fa fiorire la vita"


per la Giornata per la vita 2015: "Solidali con la vita"


per la Giornata per la vita 2014: "Generare futuro"


per la Giornata per la vita 2013: "Generare la vita vince la crisi"


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per la Giornata per la vita 2012: "Giovani aperti alla vita"


per la Giornata per la vita 2011: "Educare alla pienezza della vita"


per la Giornata per la vita 2010: "La forza della vita, una sfida nella povertà"


per la Giornata per la vita 2009: "La forza della vita nella sofferenza"


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per la Giornata per la vita 2008: "Servire la vita"


per la Giornata per la vita 2007: "Amare e desiderare la vita"


per la Giornata per la vita 2006: "Rispettare la vita"


per la Giornata per la vita 2005: "Fidarsi della vita"


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per la Giornata per la vita 2004: "Senza figli non c'è futuro"


per la Giornata per la vita 2003: "Della vita non si fa mercato"


per la Giornata per la vita 2002: "Ri-conoscere la vita"


per la Giornata per la vita 2001: "Ogni figlio è parola"


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per la Giornata per la vita 2000: "Ci è stato dato un figlio"


per la Giornata per la vita 1999: "Paternità e Maternità. Dono e Impegno"


per la Giornata per la vita 1998: "Comunicare Vita"


per la Giornata per la vita 1997: "Io sono la vita"


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per la Giornata per la vita 1996: "Ripensare la vita"


per la Giornata per la vita 1995: "Ogni figlio è un dono"


per la Giornata per la vita 1994: "La famiglia, tempio della vita"


per la Giornata per la vita 1993: "Ripartire dal rispetto della vita per rinnovare la società"


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per la Giornata per la vita 1992: "Il diritto alla vita, fondamento di democrazia e di pace"


per la Giornata per la vita 1991: "Amore per la vita, scelta di libertà"


per la Giornata per la vita 1990: "Vivi per servire la vita"


per la Giornata per la vita 1989: "Solidali con la vita per il futuro dell'uomo"


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per la Giornata per la vita 1988: "Benedetto il frutto del tuo seno"


per la Giornata per la vita 1987: "Quale pace, se non salviamo ogni vita?"


per la Giornata per la vita 1986: "Ogni vita chiede amore"


per la Giornata per la vita 1985: "La vita che nasce riconcilia con la vita"


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per la Giornata per la vita 1984: "Da adulti, per la vita"


per la Giornata per la vita 1983: "Territorio e lavoro a servizio della vita"


per la Giornata per la vita 1982: "La vita genera la vita"


per la Giornata per la vita 1981: "Madre e figlio, un'unica vita da amare"


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per la Giornata per la vita 1980: "Evangelizzare la vita"


per la Giornata per la vita 1979: "nessuno slogan"





















NOTE

(168)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, Introductio, 5: AAS 80 (1988) 76-77

(178) Cf Gn 4, 10.

(179) Cf Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 51: AAS 58 (1966) 1072.

(180) Cf Am 8,4-10.

(181) Cf Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 1: AAS 80 (1988) 79.

(182)Didaché 2, 2: SC 248, 148 (Funk 1, 8); cf Lettera dello Pseudo Barnaba 19, 5: SC 172, 202 (Funk 1, 90); Lettera a Diogneto 5, 6: SC 33, 62 (Funk 1, 398); Tertulliano, Apologeticum, 9, 8: CCL 1, 103 (PL 1, 371-372).

(183)Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 51: AAS 58 (1966) 1072.

(184)CIC canone 1398.

(185) CIC canone 1314.

(186) Cf CIC canoni 1323-1324.

(187)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 3: AAS 80 (1988) 98-99.

(188)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 3: AAS 80 (1988) 99.

(189)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 2: AAS 80 (1988) 79-80.

(190)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 3: AAS 80 (1988) 80-81.

(191)Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 5: AAS 80 (1988) 83.

(192) Congregazione per la Dottrina della Fede, Istr. Donum vitae, 1, 6: AAS 80 (1988) 85.

(193) Cf Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Dich. Iura et bona: AAS 72 (1980) 542-552.
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"[...] Non abbiate paura!
APRITE, anzi, SPALANCATE le PORTE A CRISTO!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura!
Cristo sa "cosa è dentro l’uomo". Solo lui lo sa!
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro,
nel profondo del suo animo, del suo cuore.
Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra.
È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.
Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna. [...]"


Papa Giovanni Paolo II
(estratto dell'omelia pronunciata domenica 22 ottobre 1978)



 
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